Il Consiglio di Stato, in sede cautelare, ha accolto il ricorso presentato da alcune imprese del settore della canapa industriale, sospendendo l’efficacia della sentenza del Tar Lazio che aveva ritenuto legittimo il decreto del Ministero della Salute sull’inserimento delle composizioni orali a base di cannabidiolo, il Cbd, nella tabella dei medicinali stupefacenti. La decisione consente alle aziende coinvolte di proseguire temporaneamente la propria attività, in attesa del giudizio di merito, fissato per il prossimo anno.
La pronuncia arriva in un contesto particolarmente teso, a poche ore di distanza da un’allerta lanciata dal Sistema Nazionale di Allerta Rapida per le Droghe, che aveva segnalato un grave episodio collegato al consumo di prodotti venduti come cannabis light e contenenti un cannabinoide sintetico altamente pericoloso, l’MDMB-PINACA. Secondo la nota diffusa dal Dipartimento delle politiche contro la droga della Presidenza del Consiglio, questa sostanza ha una potenza molto superiore al THC e può causare effetti imprevedibili e gravi, fino a esiti letali. Tra i sintomi indicati figurano confusione mentale, allucinazioni, vomito, perdita di coscienza e sedazione profonda. In Europa sono già stati registrati casi di intossicazione grave e, di recente, anche un decesso in Italia sarebbe stato collegato al consumo di prodotti contaminati da questo cannabinoide sintetico.
Il Dipartimento ha inoltre avvertito che l’MDMB-PINACA può essere presente in infiorescenze, resine o altri prodotti commercializzati come cannabis light e che non è possibile individuarne la presenza a vista. Per questo motivo il sistema di monitoraggio resta attivo e, in caso di sospetta intossicazione, è operativo ventiquattr’ore su ventiquattro il Centro Antiveleni di Pavia.
Nonostante l’allarme sanitario, il Consiglio di Stato ha ritenuto fondato il ricorso delle imprese sotto il profilo cautelare. Con ordinanza adottata al termine della camera di consiglio, il Supremo giudice amministrativo ha riconosciuto l’esistenza di un grave pregiudizio economico e occupazionale che l’immediata esecuzione della sentenza del Tar avrebbe prodotto. I giudici hanno inoltre sottolineato la necessità di un esame più approfondito delle questioni sollevate nel merito, comprese quelle relative al diritto costituzionale ed eurounitario. Per queste ragioni, l’efficacia della decisione del Tar Lazio è stata sospesa e il giudizio rinviato all’udienza pubblica fissata per il 7 maggio 2026.
Gli avvocati delle aziende ricorrenti, Giuseppe Libutti, Sergio Santoro, Michele Trotta e Giacomo Bulleri, hanno definito il provvedimento un primo e significativo riconoscimento della fondatezza delle criticità giuridiche sollevate, in particolare sull’uso del principio di precauzione e sulla disciplina normativa applicabile al cannabidiolo. Secondo la difesa, la sospensione consente alle imprese di evitare un blocco immediato delle attività e di continuare a operare in un quadro, seppur provvisorio, di maggiore certezza.
Sulla vicenda è intervenuta anche la politica. La capogruppo del Partito Democratico in commissione Agricoltura alla Camera, Antonella Forattini, ha parlato di un passaggio di grande rilievo, che conferma la complessità delle questioni giuridiche in gioco. Secondo l’esponente dem, ora spetta al Governo assumere un’iniziativa responsabile per garantire certezza del diritto e continuità operativa a un settore legale che coinvolge migliaia di imprese e lavoratori. Forattini ha sottolineato come il principio di precauzione debba essere applicato in modo proporzionato e basato su evidenze scientifiche, senza tradursi in un blocco generalizzato delle attività economiche.
Ancora più dura la reazione del segretario di +Europa, Riccardo Magi, che ha accolto con favore la decisione del Consiglio di Stato parlando di una smentita della linea del Governo sulla cannabis light. Magi ha sostenuto che il provvedimento riafferma la libertà di iniziativa economica e mette in luce i danni prodotti da un approccio definito proibizionista e ideologico. A suo avviso, non è la cannabis light a essere letale, ma le politiche che hanno messo in crisi un intero comparto produttivo.
Sulla stessa linea Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, che ha definito la sospensione una bocciatura netta della norma contenuta nel Decreto Sicurezza. Bonelli ha parlato di una scelta politica che avrebbe criminalizzato migliaia di imprenditori, causando incertezza e perdita di posti di lavoro in un settore che, secondo le stime, impiega circa 30 mila persone tra agricoltura, manifattura e innovazione.
In attesa del giudizio di merito, la decisione del Consiglio di Stato riapre dunque il confronto su cannabidiolo, cannabis light e regolamentazione del settore, ponendo al centro il delicato equilibrio tra tutela della salute pubblica, libertà economica e certezza del diritto.

