A due anni dalle analisi che bloccarono le attività agricole, partono finalmente i lavori di bonifica di uno dei tre terreni inquinati dai Vassallo a Napoli. In sette ettari di terreno emerse la presenza di materiali importanti e pericolosi come i metalli pesanti, infatti, il commissariato per le bonifiche dell’Area Vasta scoprì che in alcune parti di quei campi la presenza di cromo risultava ottocento volte superiore ai limiti consentiti. Ulteriori conferme, tra l’altro, arrivarono da Gaetano Vassallo, uno dei responsabili dell’inquinamento dei terreni e collaboratore di giustizia. La proprietà terriera in questione era stata sottoposta a sequestro nel 2008 e nel 2013 fino a quando non è stato necessario fermare ogni attività di coltivazione a causa delle criticità dei terreni che, in seguito a sopralluoghi e analisi con l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, portarono alla scopeta di buche profonde all’interno dei quali erano stati versati, con ottime probabilità, eleate quantità di liquami tossici. A questo punto, per recuperare e riqualificare la zona, sarà necessario applicare la bioremeditation, cioè una tecnica che porterà all’abbattimento degli alberi vecchi e l’estirpazione delle radici dei prodotti coltivati per piantare dei pioppi, utili all’assorbimento dei metalli. Dopo aver terminato le prime fasi di bonifica, si passerà all’immissione di microorganismi che agiranno sulle sostanze tossiche e velenose. Il tutto dovrebbe prevedere una spesa pari a meno di 1 milione di euro.
(fonte e foto, Il Mattino)

