Il rapporto Svimez 2025 certifica la ripresa campana. Costruzioni e Pnrr spingono il Pil, occupazione in forte aumento. Ma sui mercati esteri pesa il rischio dei dazi americani.
La Campania accelera e supera la media nazionale. Nel 2024 il Prodotto interno lordo regionale è cresciuto dell’1,3 per cento, un dato che colloca la regione tra le migliori performance del Mezzogiorno e ben al di sopra della crescita italiana, ferma allo 0,7 per cento. È quanto emerge dal rapporto Svimez 2025 sull’economia del Sud, presentato a Napoli, che fotografa una fase di espansione solida ma non priva di criticità.
Il Mezzogiorno nel suo complesso cresce dell’1 per cento, ma è la Campania a distinguersi per dinamica economica, capacità di attrarre investimenti e tenuta del mercato del lavoro, in un contesto nazionale ancora fragile.
Crescita economica in Campania, il ruolo decisivo delle costruzioni
A sostenere il Pil campano è soprattutto il settore delle costruzioni, che registra un incremento del 5,9 per cento. Un dato che conferma l’impatto diretto del ciclo del Pnrr e degli investimenti infrastrutturali avviati negli ultimi anni. Cantieri pubblici, riqualificazione urbana e opere strategiche stanno generando un effetto moltiplicatore sull’economia regionale, coinvolgendo filiere produttive e servizi collegati.
Secondo Svimez, la spinta degli investimenti pubblici ha consentito alla Campania di compensare le incertezze di altri comparti e di rafforzare la propria base produttiva, ponendo le premesse per una crescita più strutturale nel medio periodo.
Occupazione in aumento, Campania tra le regioni più dinamiche
I segnali positivi arrivano anche dal mercato del lavoro. Tra il 2021 e il 2024 l’occupazione in Campania è cresciuta dell’8,2 per cento, un dato significativo che testimonia un recupero importante dopo la fase più critica della crisi pandemica. La crescita dell’occupazione è uno degli elementi chiave evidenziati dal rapporto Svimez, perché incide direttamente sulla tenuta sociale e sui consumi interni.
Pur restando ampi i divari con le regioni del Centro-Nord, la Campania mostra una dinamica occupazionale tra le più vivaci del Sud, sostenuta proprio dagli investimenti e dalla ripresa di alcuni settori ad alto valore aggiunto.
Export campano verso gli Stati Uniti, leadership e rischi
Un altro punto di forza dell’economia regionale è l’export. La Campania si conferma la prima regione del Mezzogiorno per esportazioni verso gli Stati Uniti, con un valore di 1,93 miliardi di euro. Si tratta del 3,1 per cento del totale nazionale e dell’1,4 per cento del Pil regionale, un dato che certifica il peso strategico dei mercati americani per le imprese campane.
Farmaceutico e agroalimentare rappresentano i pilastri di questa proiezione internazionale, ma proprio qui si concentra una delle principali criticità segnalate da Svimez. L’esposizione della Campania ai dazi statunitensi viene definita “elevata”, con il rischio che eventuali misure protezionistiche possano colpire duramente i settori che oggi trainano l’export regionale.
Le sfide future tra Pnrr e scenari globali
Il quadro delineato dal rapporto Svimez 2025 restituisce l’immagine di una Campania in crescita, capace di agganciare la ripresa e di correre più veloce della media nazionale. Tuttavia, il consolidamento di questi risultati dipenderà dalla capacità di trasformare la spinta straordinaria del Pnrr in sviluppo duraturo e di difendere le proprie eccellenze produttive dalle turbolenze dei mercati internazionali.
La sfida è aperta: mantenere il ritmo di crescita, rafforzare l’occupazione stabile e proteggere l’export in un contesto globale sempre più incerto. La Campania, oggi, parte da numeri incoraggianti. Ora serve continuità.

