Campania “malata di smog”: nove città oltre i limiti

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Campania “malata di smog”: nove città oltre i limiti

Legambiente presenta il report “Mal’Aria di città 2026”: PM10, PM2.5 e NO2 ancora critici, servono interventi strutturali


“Malati di smog” è lo slogan che meglio descrive la situazione dell’inquinamento atmosferico nelle città campane. Il nuovo report di Legambiente, Mal’Aria di città 2026, analizza i dati del 2025 relativi a polveri sottili (PM10, PM2.5) e biossido di azoto (NO2), forniti dalle centraline ARPAC, evidenziando numeri ancora preoccupanti.

L’obiettivo del report è duplice: leggere i dati alla luce della normativa vigente e valutare quanto le città campane siano lontane dai traguardi europei fissati per il 2030, che richiederanno limiti più stringenti e interventi strutturali.

Nove città oltre i limiti

Sono 9 i comuni su 33 monitorati che superano la soglia dei 35 giorni annui oltre il limite giornaliero di PM10. In testa Acerra con 92 giorni, seguita da San Vitaliano (84), Teverola (74), Casoria (72) e Napoli tra i grandi centri (64). Altre città oltre soglia includono Aversa (54), San Felice a Cancello (47), Maddaloni (42) e Marcianise (37).

Guardando al 2030, il 74% dei comuni campani ha medie annuali di PM10 superiori ai limiti europei di 20 µg/m³. Tra le città più critiche, Acerra dovrà ridurre le concentrazioni del 53%, San Vitaliano del 49%, Casoria del 48% e Aversa del 40%. Napoli dovrà contenere il PM10 del 30% e Benevento del 25%.

PM2.5 e NO2: le altre criticità

Per quanto riguarda il PM2.5, su 23 città monitorate, San Vitaliano (30,39 µg/m³) e Casoria (26,45 µg/m³) superano già i limiti. Per il target 2030 di 10 µg/m³, 21 città su 22 dovranno ridurre drasticamente le concentrazioni. Tra i capoluoghi, Napoli dovrà tagliare del 37%, Benevento del 36% e Salerno del 27%.

Per il biossido di azoto, nessuna città supera il limite annuo vigente di 40 µg/m³, ma guardando al target europeo del 2030 (20 µg/m³), 17 comuni su 29 dovranno ridurre le emissioni, con San Vitaliano (-49%), Volla (-41%) e Napoli (-38%) in cima alla lista.

Le proposte di Legambiente

Secondo Francesca Ferro, direttrice di Legambiente Campania, serve un cambio di passo strutturale:

  • Rendere la qualità dell’aria una priorità regionale, integrando trasporti, energia, urbanistica e sanità;
  • Potenziare il Trasporto Pubblico Locale e promuovere la mobilità condivisa;
  • Riorganizzare lo spazio urbano con ZTL, LEZ e “Città 30”;
  • Logistica urbana a emissioni zero, con cargo bike e veicoli elettrici;
  • Ridurre le emissioni da riscaldamento e migliorare l’efficienza energetica;
  • Intervenire su agricoltura e pratiche emissive;
  • Aggiornare la rete di monitoraggio e il Piano di Tutela della Qualità dell’Aria Regionale, con obiettivi misurabili al 2030.

“Dopo anni di criticità, la qualità dell’aria non può più essere gestita come un’emergenza – conclude Ferro –. Occorrono scelte strutturali per tutelare la salute dei cittadini e raggiungere i traguardi europei”.