Campania, curva mai così bassa. Ma ci sono due focolai

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Di Luigi Capasso

E’ il giorno migliore per la Campania dall’inizio dell’emergenza Coronavirus. Nei dati ufficiali diffusi nella tarda serata di ieri c’è un dato più che incoraggiante: solo 76 nuovi contagi. E solo il 4,4% delle persone sottoposte a tampone è risultata positiva. Il rapporto percentuale tra i tamponi effettuati e i casi riscontrati non è mai stato così basso. Inoltre, va tenuto conto che i tamponi vengono effettuati a soggetti a rischio o con sintomi. Quindi, la strada intrapresa è davvero quella giusta.

Al di là dei 76 nuovi contagi di ieri, che rappresentano il record minimo a partire dal 16 marzo, 5 pazienti sono stati ricoverati con sintomi. Inoltre, dalla terapia intensiva sono uscite 5 persone, che riducono il numero dei malati intubati a 97. Da 16 giorni non si scendeva sotto le 100 unità nella regione che riesce a far fronte così alla carenze di nuovi posti letto. 

Insomma, al momento i numeri smentiscono coloro che parlavano di focolai al Sud. Resta, però, una grande incognita sui dati dei prossimi giorni rappresentata dalla cittadina di Lauro, 3.500 abitanti nell’avellinese al confine con il nolano. Si temono oltre 200 contagi e il risultato dei tamponi, non ancora effettuati, potrebbe far schizzare il numero alle stelle. Il sindaco Bossone ha chiesto test per tutti gli abitanti, difficile che li avrà dopo che la famiglia che gestisce un supermercato del paese è risultata positiva.

Altro focolaio importante, da tenere d’occhio, è quello di Paolisi in provincia di Benevento. Potrebbero, quindi, aumentare i casi globali nella regione, ma allo stesso tempo sarebbero già circoscritti con un ridotto rischio di contagiare anche altre zone. Intanto, Ariano Irpino, tenuta sotto controllo, ha fermato i casi di positività. 

Per questo, non è da folli pensare a quando e come dare vita alla fase-2.