Campania – Concluse le attività del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino

Si è concluso un intenso fine settimana per il Soccorso Alpino e Speleologico della Campania CNSAS.
Sabato 12-09 la XIV Delegazione di Soccorso Speleologico della Campania ha simulato un complesso recupero nella Grotta del Falco (CP488 del catasto Campania), nel comprensorio del comune di Corleto Monforte (SA), all’interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

La manovra ha simulato il recupero di uno speleologo infortunatosi all’interno della grotta, ad una profondità di circa 150 metri, nel collettore basale dei monti Alburni.

Le squadre sono quindi state impegnate nella medicalizzazione e stabilizzazione dello speleologo simulante, a cui hanno fornito tutta l’assistenza necessaria prima di sistemarlo nella barella ed iniziare le operazioni di recupero.

I tecnici del soccorso speleologico del CNSAS Campania hanno effettuato il recupero con tecniche “smart” e alleggerite.

Il percorso della barella si è articolato per 400 metri, attraverso la zona di gallerie sub-orizzontali semi-allagate che costituiscono il ramo verso valle del collettore, per poi continuare lungo i tratti verticali presenti nella parte iniziale della grotta.

Le operazioni si sono concluse domenica in mattinata, con l’uscita della barella, partita nel pomeriggio di sabato da una profondità di 150 metri.
Sempre nella giornata di sabato 12-09 anche la XXXIV Delegazione di Soccorso Alpino a partire dal pomeriggio, con evoluzione notturna fino alla mezzanotte circa, ha effettuato un addestramento nel territorio del Parco Nazionale del Vesuvio.

Le operazioni si sono svolte in agro del Comune di Ercolano (NA), incentrandosi sulla ricerca ed il soccorso di persone disperse in ambiente impervio. In particolare, la simulazione è iniziata con la ricezione di una chiamata da parte del 118 che indicava una persona ferita che non riusciva a dare la propria posizione precisa per assenza di GPS e campo internet (trasmissione dati).

Il CNSAS ha quindi attivato la propria macchina di soccorso, attivando un Centro Coordinamento Ricerche (con lo scopo di guidare le squadre sul territorio fino al ritrovamento del soggetto ferito) ed inviando sul campo i tecnici di ricerca e le squadre medicalizzate.

Una volta individuato, il simulante disperso è stato stabilizzato, medicalizzato e imbarellato per essere trasportato fino al punto più vicino dove è potuto giungere l’equipaggio 118, al quale è stato infine affidato per l’ospedalizzazione.

Tutte le operazioni si sono svolte proprio come in un vero intervento.

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