Nuovo colpo alla criminalità organizzata nel Casertano. I Carabinieri del Comando provinciale di Caserta hanno eseguito una vasta operazione su delega della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, nell’ambito di un’indagine che ipotizza l’esistenza di un’associazione per delinquere di stampo camorristico radicata sul territorio.
Le accuse contestate, a vario titolo, sono pesanti e delineano un sistema criminale articolato. Si va dall’associazione mafiosa all’estorsione, fino all’incendio e alla detenzione e porto illegale di armi. Tra i capi d’imputazione figurano anche traffico di sostanze stupefacenti, ricettazione, minacce e lesioni personali. Un quadro che evidenzia la presenza di un’organizzazione capace di esercitare controllo e intimidazione, con ramificazioni in diversi ambiti illeciti.
Secondo quanto emerge dalle prime informazioni, l’indagine avrebbe consentito agli inquirenti di ricostruire ruoli e dinamiche interne al gruppo criminale, documentando episodi di pressione sul territorio e attività riconducibili alla gestione di traffici illeciti. In particolare, il traffico di droga rappresenterebbe uno dei canali principali di finanziamento, mentre le estorsioni e gli atti incendiari sarebbero stati utilizzati come strumenti di controllo e coercizione.
L’operazione si inserisce nel più ampio quadro delle attività di contrasto alla camorra condotte dalla Dda di Napoli in collaborazione con le forze dell’ordine. L’obiettivo è colpire non solo i singoli episodi criminali, ma l’intera struttura organizzativa che sostiene e coordina le attività illecite.
I particolari del blitz saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa fissata per le 10.30 presso la Procura di Napoli. All’incontro con i giornalisti parteciperanno il procuratore Nicola Gratteri e il comandante provinciale dei Carabinieri di Caserta, colonnello Manuel Scarso. Saranno forniti dettagli sui provvedimenti eseguiti, sul numero delle persone coinvolte e sugli sviluppi investigativi che hanno portato all’operazione.
Il nuovo intervento rappresenta un ulteriore segnale della pressione investigativa sul territorio casertano, da anni al centro dell’attenzione delle autorità giudiziarie per la presenza di sodalizi camorristici attivi in diversi settori. L’azione congiunta di magistratura e Arma punta a ridurre la capacità operativa dei clan e a rafforzare la presenza dello Stato nelle aree maggiormente esposte al fenomeno mafioso.

