In occasione della presentazione del testo, c’è stata una serata d’eccellenza, 16 febbraio 2026 alle ore 20:30, tra cultura e sapori presso il ristorante Donna Brigida a Ercolano.
di Marco Visconti
Il secondo volume di Antonella Amodio nasce per rispondere alla mancanza di una visione umanistica dell’alimentazione. L’autrice scardina il linguaggio “esoterico per iniziati” e le schede di degustazione troppo tecniche che hanno allontanato il pubblico, invitando invece a recuperare un rapporto amicale e naturale con la bevanda, il vino, attraverso il gioco della memoria e dell’olfatto. Nel testo, la degustazione viene descritta come un dialogo istintivo dove i profumi richiamano ricordi ancestrali come il mirto, il tabacco o la macchia mediterranea capaci di influenzare la nostra percezione più di ogni analisi chimica.

Un pilastro dell’opera è l’abbinamento cromatico, una teoria secondo cui i colori giocano un ruolo fondamentale: il rosso del vino deve richiamare quello del pomodoro per creare sinergia, mentre i bianchi luminosi esaltano le pizze vegetariane e i rosati si sposano con le sfumature eleganti del salmone. Oltre ai consigli pratici su vini “gioiosi” e immediati, il libro porta avanti un obiettivo ambizioso insieme all’Associazione nazionale le donne del vino: far sì che il vino diventi materia di studio ufficiale nelle scuole per formare nuovi ambasciatori della cultura enogastronomica.

Chi è Antonella Amodio?
Antonella Amodio è una giornalista e sommelier casertana con oltre 25 anni di esperienza, firma di punta del Luciano Pignataro Wine Blog, co-curatrice della guida 100Best Rosé e presidente di giuria per l’Accademia Pizza Doc e il Trofeo Caputo, nota per essere stata la prima a pubblicare un volume dedicato all’abbinamento tra pizza e vino come strumento per raccontare i territori e i protagonisti dell’artigianato agroalimentare.

La presentazione del testo: un percorso sensoriale identitario da Donna Brigida
La serata del 16 febbraio alle ore 20:30 è stata l’occasione per presentare ufficialmente il volume attraverso un percorso di degustazione che ha celebrato l’identità del territorio. Il menù si è aperto con un Arancino Vesuvio realizzato con riso venere, piennolo e ragù di piennolo, seguito dalla prima pizza, il “Rutiello” Rinforzo vesuviano con crema di cavolfiore, scarola riccia croccante, alici, dressing di papaccella del Vesuvio e crumble di olive. L’esperienza è proseguita con la pizza Baccalà e Torzella su impasto ai carboni vegetali con crema di torzella, dressing di piennolo e fonduta di provolone del monaco, per poi giungere allo Scarpariello guarnito con ragù di piennolo, fonduta di pecorino, cialda di grana e basilico cristallizzato.

A chiudere l’evento è stata servita una pizza dolce, con l’intero percorso rigorosamente abbinato ai vini Vesuviani della nuova carta di Donna Brigida, mettendo in pratica il principio dell’autrice che predilige la coerenza e l’autenticità del legame tra calice e produzione locale.
Il progetto Donna Brigida
Si tratta di un progetto gastronomico dell’imprenditore Giuseppe Maiello che punta a valorizzare l’identità agricola del Vesuvio attraverso la pizza e la cucina tradizionale. Il menù si focalizza su ingredienti rari e biodiversi del territorio vulcanico, tra cui spicca il pomodorino del piennolo DOP, affiancato da materie prime di piccoli produttori locali come olive nere, miele e latticini.

La proposta culinaria, curata dallo chef, spazia dai classici della friggitoria napoletana a piatti tipici come la pasta e patate o il baccalà arrecanato. Per quanto riguarda la pizzeria, Luca Dario gestisce circa trenta varianti di impasti, incluse opzioni senza glutine, con ricette che richiamano la memoria familiare del territorio. L’offerta è completata da una carta di soli vini vulcanici e il progetto è attualmente presente nelle sedi di Cercola, Ercolano e Palma de Maiorca
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