Calcioscommesse: due tecnici campani nell’inchiesta “Re Artù” a Messina

Gianluca Grassadonia, ex allenatore della Paganese ed attualmente alla Pro Vercelli. Lello Di Napoli, ex viceallenatore della “vecchia” Acr Messina, per intenderci, il club protagonista dell’intricata vicenda della fideiussione mai presentata nella scorsa stagione in Serie D.

I nomi di Grassadonia e Di Napoli figurerebbero nella lunga lista di indagati nell’inchiesta denominata “Re Artù”, relativa a presunti casi di calcioscommesse che riguarderebbero quattro gare della “vecchia” Acr Messina, con un ruolo “centrale” attribuito ad Arturo Di Napoli, ex trainer dei peloritani, conosciuto da calciatore proprio col nomignolo di “Re Artù”.

L’inchiesta è scattata nel marzo del 2016, all’indomani di alcune segnalazioni della Federbet su flussi anomali di scommesse su alcune gare del Messina e, soprattutto, di una denuncia-querela presentata dal presidente dell’Acr Messina, Natale Stracuzzi, relativa a presunte combine.

Tra le gare, secondo quanto si legge sull’edizione siciliana de La Gazzetta del Sud, a firma dei colleghi Nuccio Anselmo e Marco Capuano, ci sarebbe anche un Messina-Paganese giocata allo stadio “Franco Scoglio” il 14 febbraio 2016. Terminò 2-2, con gli azzurrostellati in vantaggio all’intervallo, proprio come in molti si erano affrettati a pronosticare il giorno prima della gara. Circostanza anomala, partita “attenzionata” e ispettori della Federcalcio a fine gara negli spogliatoi. Il 2-2 arrivò, dopo un rigore sbagliato nella ripresa dal Messina, grazie a un goffo autogol di Acampora della Paganese. In panchina per il Messina c’era Lello Di Napoli, promosso ad allenatore capo dopo la sospensione di Arturo Di Napoli, già squalificato per calcioscommesse nella vicenda “Dirty Soccer”.

A marzo del 2017 scattarono perquisizioni da parte della Guardia di Finanza, che hanno ampliato le indagini fino ad arricchire il registro degli indagati con i nomi appunto di Gianluca Grassadonia e Lello Di Napoli, oltre che di Pietro Gugliotta, ex vicepresidente del Messina e Carmine Giorgione, ex calciatore dei peloritani. Già a marzo scorso, secondo quanto riporta ancora la Gazzetta del Sud, emerse tra gli indagati il nome del portiere Alessandro Berardi, anch’egli ex Messina e attualmente al Bari.