Un calcio alle difficoltà: la storia di Nicola, simbolo dell’AIC Equipe Campania

“Aria foderata di cuoio”. La definizione, forse con accezione dispregiativa, che Wenceslao Fernandez Florez, scrittore e giornalista spagnolo del secolo scorso, aveva dato di un pallone da calcio. Considerazione completamente opposta ne ha avuto e ancora ne avrà Nicola Arcella, calciatore dilettante che proprio grazie a un pallone, alla sua passione per il calcio ha superato difficoltà fisiche congenite.

Anche questa estate Nicola ha preso parte al ritiro organizzato dall’AIC Equipe Campania del coordinatore Antonio Trovato, riservato ai calciatori svincolati. Un’esperienza che l’anno scorso gli è stata utile per trovare spazio in Prima Categoria tra le file del Mari Fc. Con la speranza di poter continuare a coltivare a livello agonistico, anche nella stagione 2016-17, la sua infinita passione per il calcio.

Nicola Arcella ha tenuto a ringraziare, con una lettera, tutto il gruppo dell’AIC Equipe Campania di Qualiano, il coordinatore Antonio Trovato, l’entourage organizzativo, lo staff tecnico e le decine di calciatori che hanno preso parte al lavoro precampionato. Ecco il testo integrale:

Questo è per me il mio secondo anno all’Equipe…
Ho conosciuto Antonio Trovato esattamente un anno fa, quando mi permise di prendere parte al ritiro il quel di Capodimonte.
Più passavano i giorni e più lo conoscevo come persona e come professionista, capivo man mano come funziona la macchina Equipe e che doti organizzative e quanto impegno richiedesse. Capivo che non era per niente facile gestire tante persone, allenamenti e partite.
Poche persone avrebbero mantenuto questa costanza di serietà, scegliendosi con gran cura chi potesse fare un lavoro con professionalità, dai mister ai preparatori atletici all’addetto stampa a cui va il merito del 50% di visibilità dei calciatori in cerca di sistemazione.
Più passavano i giorni e più capivo il suo lavoro, fatto di tanti sacrifici, di giornate intere sui campi e a telefono con presidenti direttori e giocatori.
C’è solo da ammirare una persona che ha saputo creare tutto questo e non parlo solo di un posto dove allenarsi, ma parlo di un posto dove chi ama giocare a calcio riceve la possibilità di allenarsi con professionisti e soprattutto avere la possibilità di non uscire dal giro.
Mi sono chiesto tante volte… Ma questi calciatori che sono qui, se non fossero qui, dove sarebbero? Magari in un bosco ad allenarsi nell’anonimato.
Antonio mi ha preso dalla strada, mi ha dato un’occasione che mai in vita mia mi sarei sognato di ottenere. È andato oltre i pregiudizi, la diffidenza e tutte quelle cose che hanno accompagnato la mia intera vita, a lui devo TANTISSIMO!!! e gli sarò per sempre grato.
Non ho mai avuto la fortuna di partecipare a un ritiro serio, di stare in una squadra di livello, di conoscere giocatori, mister e preparatori così forti e professionali.
In un anno ho conosciuto tantissime persone all’Equipe, da mister Monaco che insieme ad Antonio mi permise di esordire l’anno scorso contro una squadra di serie D (cosa impensabile nei miei sogni), ai mister Sanchez, Tudisco, Mollo, Di Mauro, Sgariglia, i preparatori Franco Esposito, Tommaso Bianco e Federico Visconti.
Ci tengo a citarli tutti per ringraziarli per tutte le attenzioni, per la loro professionalità e soprattutto la loro stima, che mi hanno donato in queste settimane, facendomi crescere e dandomi una grande forza a non mollare mai.
Per 30 anni ho combattuto contro l’ignoranza e i pregiudizi delle persone nei miei confronti… “Ma come? Tu giochi a calcio? Ma ti puoi fare male… Tu già sei così”. Queste le frasi più ricorrenti…
Ma io incameravo e andavo avanti, giocavo per la squadra, anche quella organizzata con il famoso “tocco” fatto in strada, mi allenavo per me per stare bene e per fare bene…
Superavo i limiti, tutti… Ho iniziato a superarli quando da piccolo i dottori mi dissero che non avrei camminato… E invece sono qui… Tutte le mattine mi alzo alle 7 con una grande gioia nel cuore perché vado al campo ad allenarmi, a stare insieme a tante brave persone, a imparare tante cose, e soprattutto calcare quel rettangolo verde che ci regala tante emozioni.
Per quanto riguarda me, dopo l’esperienza dello scorso campionato nel Mari Football Club, che ringrazio ancora per avermi dato la possibilità di unirmi a loro anche dopo un grave infortunio alla spalla, sarei contento di ricevere la possibilità di continuare quello che per me è un sogno e una ragione di vita.
Non ho pretese di nessun genere, non importa la categoria, voglio solo avere la possibilità di allenarmi tanto e bene e di stare a disposizione del mister che deciderà quando e quanto farmi giocare.
Ai giocatori che sono ancora qui e a quelli che hanno già trovato sistemazione faccio un gran in bocca al lupo, e gli chiedo di non mollare mai, di farlo per loro stessi, per la squadra e per chi li vuole bene.

Nicola Arcella