Caggiano, operai minacciano di darsi fuoco all’impianto di sollevamento

Ferraioli (Femca Cisl Salerno): ”Continueremo a sostenere i dipendenti”

Tragedia sfiorata, questa mattina, all’impianto di sollevamento di Caggiano. Hanno minacciato di darsi fuoco i nove operai che da tre mesi ormai non percepiscono stipendio, continuando comunque a lavorare ed assicurando il servizio idrico ai cittadini.

Avevano a disposizione bombole di gas ed acido.

Vibrante la protesta dei lavoratori, a tre mesi dall’assemblea indetta dalla Femca Cisl Salerno per tutelare i dipendenti che hanno perso il posto di lavoro.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri ed i Vigili del fuoco del distaccamento di Sala Consilina.

L’impianto fornisce acqua ai comuni del Vallo di Diano, che si trovano a nord del comprensorio: Sant’Arsenio, San Pietro al Tanagro, Polla, Pertosa, Caggiano e Salvitelle.

“Questa drastica decisione presa dai lavoratori è scaturita – comunica Ferraioli della Femca Cisl – dalla decisione assunta dall’assessorato al ciclo integrato della Regione Campania e dal dirigente del settore, di continuare sulla loro decisione di trasferimento delle Centrali di sollevamento all’Ato di competenza, senza prevedere alcuna salvaguardia occupazionale per i lavoratori dipendenti delle società appaltatrici. I nove operai hanno continuato a garantire il servizio nonostante le lettere di licenziamento dalla società appaltatrice dell’impianto,  la  ditta Gar di Napoli, che a sua volta si è vista revocato l’incarico. Mi meraviglio che la Provincia di Salerno abbia mantenuto questa posizione di chiusura, mentre in altre Ato, come la Ato3, ad esempio a Sarno, la stessa vicenda ha avuto epilogo positivo, con l’assunzione dei dipendenti da parte della società Gori.  Continueremo a sostenere i dipendenti dell’impianto di Caggiano, nell’attesa che si risolva questa problematica e vengano tutelati i posti di lavoro”.

Sulla delicata questione interviene anche Matteo Buono, segretario generale Cisl Salerno. “Mi appello alle Istituzioni, in primis alla Regione Campania, affinché, non si penalizzi ulteriormente un territorio con un già allarmante tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile. Ci auspichiamo che prevalga il buon senso”.