Cadde 5 volte da un letto, per poi morire in ospedale. Medici e infermieri nel mirino

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La procura di Nocera Inferiore chiude le indagini sul decesso di Antonio Barba, l’88enne nocerino che morì il 22 luglio 2012 all’ospedale Umberto I, dopo essere stato ricoverato a Villa Chiarugi. Il pm Ernesto Caggiano, dopo le nuove indagini disposte dal gip Alfonso Scermino in virtù di una prima richiesta di archiviazione, avrebbe individuato un numero di medici e infermieri, operativi solo presso la struttura psichiatrica, responsabili del decesso dell’uomo. Gli indagati iniziali erano 16, ma il numero potrebbe ridursi in base a ruoli e responsabilità di ognuno. Barba, la cui famiglia è assistita dal legale Mauro Liguori, restò a Villa Chiarugi per 10 giorni.

Ciò che viene contestato al personale è una «scarsa assistenza», poi trasformatasi in un’accusa di omicidio colposo. Dopo diversi giorni di degenza, l’anziano fu vittima di cinque cadute improvvise dal suo letto. Il giorno dopo quelle cadute, fu trasferito in ospedale per un trauma cranico. Morì dopo pochi giorni. Una tac effettuata in ospedale mostrò la presenza di una emorragia, che avrebbe «favorito l’insorgenza di una malattia infettiva polmonare». In fase preliminare, la procura aveva tuttavia già rimproverato il personale di Villa Chiarugi, sostenendo che avrebbe dovuto adottare «elementari provvedimenti, onde evitare ulteriori eventi avversi che avrebbero potuto verificarsi durante le ore notturne.

Sarebbero bastate delle semplici sbarre di contenzione al letto». Ma senza ravvisare omissioni da parte del personale. La storia ora potrebbe cambiare, con le nuove indagini concluse da poco e l’invio di avvisi di garanzia per chi materialmente avrebbe dovuto tenere sotto controllo il paziente. I fatti si verificarono in una sola giornata, con l’aggravamento delle condizioni di Barba dopo quelle 5 cadute.