Cachet di 10mila euro e processione Sant’Alfonso: l’incidente di percorso è stato causato dal comitato festa? Fa chiarezza il vicepresidente

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Il motivo per cui il Comune avrebbe coinvolto la parrocchia non riguarderebbe tanto l’evento della processione, come sottolineato dall’assessore alla Cultura Oliva, ma i ritardi nella procedura del Mepa.

Di Marco Visconti

Dopo la polemica sull’itinerario dedicato alla processione dell’urna del santo, che torna a uscire in processione dopo 25 anni, parla Luigi Amendola, vicepresidente del comitato festa. La nota dolente della processione, tenutasi il 31 luglio, riguarda via Malet, dove l’auto che trasportava il santo ha dovuto fare dietrofront per difficoltà nel transito in via vicoletto Pepi. Presente anche il primo cittadino, non sono mancate parole forti da parte dei residenti, come “dimettiti”, rivolte al sindaco. Il sindaco sostiene di non avere responsabilità nella vicenda, dunque sarebbero rivolte, invece, al comitato festa.

Processione in via Malet

Il rapporto ambiguo tra Comune e comitato festa

L’amministrazione, 2 anni fa, dichiarò di non avere interesse a interfacciarsi con il comitato festa e che quindi la festa sarebbe stata organizzata diversamente. Durante la conferenza stampa sulla festa dedicata al santo patrono acquisito, è emerso che a interfacciarsi tra Comune e padri redentoristi non è il comitato, bensì un consigliere comunale. Qui si creerebbe un conflitto di interessi, poiché si tratta di un consigliere comunale e al contempo dipendente della basilica. Per par condicio, non dovrebbe occuparsi di queste vicende.

Prima locandina

La dichiarazione di Luigi Amendola

“Il Comitato festa, sostiene Luigi Amendola, si è interfacciato con la consigliera perché, vista l’imminenza della processione, avevamo la necessità di conoscere le strade, così da poter stampare le locandine da affiggere sulle vetrine dei negozi e non solo. La consigliera, in accordo con la giunta e i Vigili urbani, ha comunicato le strade, assicurandoci che via Malet, per il 31 luglio, era completata e collaudata, quindi la processione sarebbe passata di lì. Abbiamo fatto stampare le locandine dopo il loro input, che ci aveva dato l’assenso per quelle strade, in quanto via Malet era percorribile. Questa comunicazione ci è stata data una settimana prima. La consigliera, un paio di giorni prima, è venuta da noi e ha detto che era sorto un problema e che non si poteva passare per via Malet. Noi abbiamo fatto notare che ci aveva già fatto ufficializzare quell’itinerario e abbiamo chiesto: “Adesso come si fa?” La consigliera ha risposto: “Noi non ci passiamo”. Ho fatto un sopralluogo: lì il veicolo riusciva a girare, il problema era l’altezza. Sono tornato da lei e ho detto che c’era un problema di altezza, quindi bisognava trovare una soluzione.L’idea era far passare i fedeli per via Striano, poi far transitare l’auto aprendo le sbarre e facendola arrivare in Piazza Municipio. I vigili non ne hanno voluto sapere, il sindaco non è stato autorevole, quindi hanno preferito che la processione si fermasse lì.L’amministrazione che ha fatto? Ha sovrapposto la locandina dell’itinerario aggiornato a quella precedente, sostituendo via Striano con via Malet“.

Seconda locandina, sovrapposta alla prima dal Comune.

“La processione – continua Amendola – inizialmente è stata organizzata su suggerimento degli amministratori, perché ci avevano garantito che via Malet sarebbe stata completata. Il Comitato festa esiste solo quando qualcosa non va; quando invece fa qualcosa di positivo, il merito se lo prende l’amministrazione”.

I 10mila euro che il Comune dovrebbe versare alla parrocchia Sant’Alfonso

Il motivo per cui il Comune avrebbe coinvolto la parrocchia non riguarderebbe tanto l’evento della processione, come sottolineato dall’assessore alla Cultura Oliva, ma i ritardi nella procedura del Mepa. La basilica sarebbe stata contattata dal Comune per segnalare difficoltà nei tempi per l’affidamento tramite Mepa. L’accordo sarebbe stato che la basilica avrebbe dato indicazioni alla ditta per l’installazione delle luminarie; poi, al termine della festa, la ditta avrebbe portato la fattura ai padri redentoristi, che a loro volta l’avrebbero girata al Comune. Il Comune avrebbe quindi versato 10mila euro alla chiesa, e i padri redentoristi avrebbero pagato la ditta con quei soldi. Se domani il Comune dovesse essere sciolto, chi pagherebbe la fattura? La risposta sarebbe stata: “Se il responsabile della ditta vuole lavorare, deve fare così”.

La basilica ha bisogno dei contributi del Comune?

Il comitato non avrebbe necessità di ricevere alcun contributo: tutto ciò che riguarda la parte religiosa: la messa del 1° agosto, la processione, la banda musicale, i fuochi d’artificio per l’alzata del quadro e l’uscita di Sant’Alfonso, è pagato dal comitato. I 10mila euro rientrerebbero solo per le luminarie.

Luminarie pagate due volte?

Ci sono due determine: una da 10mila euro, che il Comune darebbe alla parrocchia per le luminarie, e un’altra da 70mila euro, in cui si parla anch’essa, tra le varie cose, di luminarie. Dunque, se il comitato ha l’onere di pagare le luminarie, a cosa servono gli altri 10mila euro?

I fuochi di artificio in chiusura della festa chi li spara: il Comune o il comitato?

Dopo il disguido relativamente alla processione, il Comune avrebbe insistito con la basilica di chiudere la festa coi fuochi di artificio, c’è stato il diniego di quest’ultimo e quindi si occuperà il Comune per chiudere la festa coi fuochi d’artificio.