C.S. Giorgio, la difesa dei dipendenti: “Mai assentati, fuori solo per lavorare”

Al gip presentano istanza di revoca del provvedimento, oltre ad una mole di documentazione che proverebbe che le loro uscite fossero a "carattere istituzionale"

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C.S. GIORGIO. Nel giorno in cui la procura di Nocera Inferiore sospende 10 dipendenti del Comune di Scafati per assenteismo, i dodici impiegati comunali interdetti per un anno dalle loro mansioni – per lo stesso motivo – al comune di Castel San Giorgio, si difendono a spada tratta nell’interrogatorio di garanzia. «Eravamo fuori per lavorare, oltre che per fini istituzionali. Non ci siamo mai assentati». Oltre a difendersi, i 12 hanno chiesto anche di poter tornare al proprio posto di lavoro. Sono accusati di truffa ai danni dello Stato, in virtù di un’indagine anti assenteismo condotta dalla procura di Nocera Inferiore

Davanti al gip Alfonso Scermino per l’interrogatorio, i comunali hanno prodotto ieri mattina un’ingente mole di documentazione che contrasterebbe con quanto riportato dai carabinieri della stazione locale nella loro informativa. Tra gli esempi, quello del dipendente addetto allo smaltimento della posta fotografato all’esterno del Comune, con tanto di borsa, ma «solo perché aveva il compito di consegnarla». O quello del funzionario del cimitero che aveva marcato il suo badge proprio al camposanto, per poi recarsi alla sede centrale dopo qualche minuto. Uno degli avvocati difensori ha mostrato al gip una mappa con le cinque sedi distaccate di Castel San Giorgio, come quella nella frazione di Lanzara, dove due dei suoi assistiti si recavano spesso per fini istituzionali. Sedi che rappresenterebbero il 50 per cento degli uffici comunali. Altro caso esposto in sede d’interrogatorio è risultato essere quello di un impiegato recatosi in Regione Campania insieme al funzionario, che si è visto contestare l’assenza dal posto di lavoro proprio in quella data. A riguardo, lo stesso ha consegnato al giudice i ticket dell’autostrada e quello del parcheggio ubicato nei pressi di Palazzo Santa Lucia. «Eravamo li – ha spiegato – per discutere di problematiche di bilancio». Stando a quanto contestato dalla difesa, rappresentata dagli avvocati Valerio De Nicola, Ernesto Donatello, Guerino Morrone e Aldo Di Vito, la documentazione consegnata al gip evidenzierebbe le presunte lacune dell’inchiesta della procura nocerina. Un’inchiesta dove più della metà degli indagati non si sarebbe assentata come prospettato. Il gip ha rimandato gli atti al pm, che dovrà fornire parere sulla revoca del provvedimento di sospensione.