L’indagine sull’assenteismo di dodici dipendenti comunali a Castel San Giorgio rischia di sciogliersi come neve al sole: sei dipendenti comunali sono stati infatti reintegrati al loro posto di lavoro, dietro decisione del gip di Nocera Inferiore, Alfonso Scermino. Il motivo è uno: le falle presenti nelle indagini hanno portato ad escludere indizi di colpevolezza per almeno sei dipendenti sui 12 indagati in totale. Le ragioni sono essenzialmente due: la procura non avrebbe tenuto conto della presenza di altre quattro sedi comunali (che rappresentano un buon 60 per cento dell’attività) e delle postazioni per marcare il badge presenti presso le stesse. In soldoni: i dipendenti reintegrati alle loro mansioni non si stavano assentando quando i carabinieri annotavano i loro movimenti sulle informative. Bensì, si recavano al lavoro. La sospensione per un anno inizialmente ottenuta dalla procura è stata revocata per Michele Iannaco, Rocco Capaldo, Raimondo Forte, Gerardo Menichini, Mario Zappullo e Sergio Oliva. Restano invece al momento ancora sospesi (ma gli avvocati annunciano che presto porteranno nuovi elementi a difesa dei propri assistiti) Ferdinando Cimmino, Giovanni Cenci Cicalese (per quest’ultimo alcune contestazioni sono cadute), Antonella Mellini, Gerardo Santoro, Domenico Sica e Anna Villani. I casi elencati dal gip, che meglio testimoniano gli errori commessi dai carabinieri del comando di Castel San Giorgio e della compagnia di Mercato San Severino, sono diversi: si va da chi era assente perchè riparava il server principale per i servizi informatici nella sede distaccata, a chi – con tanto di bolgetta sulle spalle – provvedeva a notificare gli atti per conto del Comune
E ancora: c’era chi si era recato in Regione Campania per fini istituzionali a parlare di bilancio, a chi, invece, girava tutto il giorno in qualità di responsabile dei rifiuti per verificare eventuali disservizi del Consorzio di Bonifica. Le indagini risalivano a circa un anno fa: grazie a fonti confidenziali, pedinamenti e alle immagini di un sistema di videosorveglianza, la procura aveva contestato l’uso allegro e sfacciato del badge da parte dei 12 comunali, che avrebbero aggirato orari e sistema di controllo, registrando la presenza in ufficio nonostante fossero fisicamente altrove. In realtà, la metà di loro – come dimostrato – stava lavorando nelle altre sedi, mai segnalate dai carabinieri nelle diverse informative poi inviate alla procura. L’attività investigativa non è al momento ancora conclusa. Il sostituto procuratore Roberto Lenza lavora da settimane su nuovi riscontri, ma al momento l’indagine è di fatto ridimensionata. Tra gli avvocati difensori figurano Valerio De Nicola, Guerino Morrone e Gabriele Capuano.

