Buonabitacolo, l’omicidio di Antonio: fermato un 18enne, ha ammesso le sue responsabilità

Dal giallo all’omicidio, sembrano esserci anche gli indizi. Antonio Alexander Pascuzzo è stato ucciso e poi lasciato senza vita nella scarpata accanto al torrente Peglio. Scomparso nove giorni ma ucciso, dopo un primo esame esterno e in attesa dell’autopsia, soltanto tre giorni fa. Le sette coltellate nella zona toracica e dorsale sono inequivocabili.

E c’è anche un sospettato di omicidio. Nella tarda serata, è stato infatti fermato dai Carabinieri della Compagnia di Sala Consilina un ragazzo di Buonabitacolo. Si tratta di 18enne incensurato, apprendista macellaio, ritenuto responsabile di omicidio volontario con occultamento di cadavere, pluriaggravato da futili motivi e crudeltà, oltre che di rapina aggravata.

Le indagini hanno permesso di ricostruire la dinamica del dialetto e di collezionare incontrovertibili prove a carico del fermato. Quest’ultimo, nel corso dell’interrogatorio, ha ammesso le proprie responsabilità sull’omicidio: il 18enne ha accoltellato la vittima nel tentativo di impossessarsi di un modesto quantitativo di marijuana.

Dopo l’omicidio, il giovane fermato ha trascinato il corpo per circa 50 metri, gettandolo dall’altezza di 5 metri sul greto del torrente Peglio, dove il corpo è stato in seguito rinvenuto. I Carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato l’arma del delitto, mentre il 18enne fermato è stato rinchiuso nel carcere di Potenza.

Intanto, sulla morte del diciottenne italo-peruviano, è intervenuto il sindaco Giancarlo Guercio: “Tentare di raccogliere i pensieri dopo un pomeriggio come quello appena vissuto è una impresa immane. Pensare che in un piccolo paese come il nostro possa consumarsi un omicidio così violento ed efferato – che anche il Procuratore Russo ha definito gravissimo – è una condizione che sconcerta. Tramortisce l’accanimento violento, destabilizza l’idea stessa che a Buonabitacolo si possano verificare casi del genere. Ho visto la paura negli occhi dei miei concittadini. Oggi siamo purtroppo chiamati a vivere questo ulteriore dolore. Le domande che ci si pone sono davvero tante, troppe. Va intrapresa un’azione seria, senza demagogia o scusanti. Ognuno deve fare la sua parte, io per primo. E lo faremo. Sono vicino alla famiglia Pascuzzo, sono vicino agli amici e a tutti i miei concittadini. Il mio ultimo e più profondo pensiero va al giovane Antonio Alexander che, dopo una vita di peregrinazioni e sofferenze, ha trovato quel tipo di morte qui da noi”.