Buche, segnalazioni e attese: ora l’asfalto arriva in via Castaldo, Ricco e Marconi

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di Giorgia Valentini

Strade rattoppate e una città da ricostruire, a Nocera Inferiore la manutenzione arriva, ma dopo le proteste, e si torna finalmente a parlare di asfalto, sicurezza e decoro urbano.Dopo mesi di segnalazioni e richieste insistenti da parte di realtà civiche del territorio come “Movimento Popolare Nocerino” e “PER Nocera Inferiore” è stato disposto il ripristino del manto stradale in alcune delle arterie più compromesse della città: via Castaldo, via Ricco e via Marconi.

Strade note ai residenti più per le buche che per la loro funzione, diventate nel tempo simbolo di una manutenzione tardiva e spesso emergenziale.L’avvio dei lavori rappresenta senza dubbio un segnale positivo, significa che qualcosa si muove, che l’attenzione verso la sicurezza dei cittadini e la qualità della vita urbana torna finalmente al centro del dibattito amministrativo; il fatto che si intervenga su tratti particolarmente critici è un passo concreto e necessario, accolto con favore da chi, da tempo, segnalava situazioni di rischio e degrado.Purtroppo però, “la manutenzione di una città non può vivere di sollecitazioni, né può dipendere dal volume delle proteste o dalla pressione civica, se un problema viene risolto solo quando diventa impossibile ignorarlo, forse significa che manca una visione strutturata, una pianificazione stabile, preventiva ed è proprio qui che il tema diventa politico, prima ancora che tecnico” afferma con un comunicato MPN e PNI “riparare le strade è un dovere amministrativo elementare, non una concessione straordinaria ed è parte di quel patto implicito tra istituzioni e cittadini che si misura nella quotidianità tra marciapiedi sicuri, carreggiate praticabili e quartieri curati, non interventi spot, ma una programmazione continua, capace di anticipare i problemi prima che diventino emergenze”.

Le segnalazioni provenienti dal territorio hanno avuto il merito di tenere alta l’attenzione e di accelerare una risposta attesa da tempo, il risultato è concreto e visibile con cantieri aperti e lavori in corso, ma la vera sfida, ora, è trasformare l’eccezione in normalità e fare in modo che la manutenzione non arrivi più come risposta a un allarme, ma come parte naturale e costante della gestione della città.La sicurezza stradale, d’altronde, non è un dettaglio secondario è una questione di responsabilità pubblica, e la qualità di una città si misura anche da quanto riesce a prendersi cura delle sue fondamenta, quali strade, quartieri e spazi vissuti ogni giorno dai cittadini.L’impressione è che si sia acceso un primo motore, ora bisogna evitare che si spenga appena terminati i lavori, perché l’asfalto si può rifare in poche settimane ma la fiducia, richiede tempo, continuità e soprattutto metodo.