Nella riunione con i deputati conservatori Theresa May ha detto di essere pronta a dimettersi dopo che sarà approvato il suo accordo per la Brexit. Lo ha detto il deputato conservatore James Cartilage al termine dell’incontro, precisando – parlando con la ‘Bbc’ – che la May ha affermato che non sarà lei a seguire la prossima fase dei negoziati.
La Camera dei Comuni si appresta a vivere un’altra giornata campale, dopo aver votato la scorsa settimana per “prendere il controllo” dell’iter della Brexit dalle mani del governo. I deputati sono chiamati ad esprimersi con una serie di “voti indicativi” sul processo di uscita dall’Unione europea, anche se May ha anticipato che non intende accettare passivamente le indicazioni del Parlamento. L’eventuale ‘Piano B’ che scaturirà dal voto dei Comuni sarà accettato solo se coerente con le indicazioni del referendum del 2016 e con la linea del governo. Se da un lato i conservatori euroscettici dell’European Research Group, guidati da Jacob Rees-Mogg, di fronte alla prospettiva di un lungo rinvio potrebbero decidersi a votare a favore dell’accordo May, dall’altro gli alleati nordirlandesi del Democratic Unionist Party sembrano essersi sfilati definitivamente dalla maggioranza. I vertici del partito hanno dichiarato che un rinvio della Brexit è preferibile all’attuale accordo, a meno che dal testo non venga eliminata la controversa clausola del ‘backstop’ sul confine irlandese.
Al di là dell’incontro tra la premier May e il suo gruppo parlamentare, protagonista della giornata è lo speaker dei Comuni, John Bercow: spetta infatti a lui selezionare tra le varie proposte (dovrebbero essere 16) presentate dai gruppi parlamentari e dai singoli deputati da sottoporre al voto dell’aula. Molte delle opzioni presentate dai vari gruppi parlamentari e da singoli deputati si basano sul presupposto che l’accordo di recesso negoziato dalla premier venga approvato nei prossimi giorni, sebbene con modifiche significative alla controversa clausola di ‘backstop’ per il confine irlandese.

