C’è una speranza. E la speranza è nelle persone. A Boscoreale, come nel resto del mondo, si vive con la paura del Covid. La città è già in un semi lockdown, quasi deserta, silenziosa.
Nel silenzio si fanno mille pensieri e l’informazione di massa non aiuta ad essere ottimisti. Però, ci sono persone che, nonostante oggi sia negato un abbraccio, un contatto, hanno sempre un pensiero, un ricordo. E manifestano la loro bontà d’animo.
Così venerdì scorso, al Sara Caffè di Boscoreale, in via Della Rocca, si sono presentate due signore con in mano una piantina. L’hanno consegnata ad Annarita, che insieme al marito Peppe è titolare del bar. “Mio padre è scomparso mentre effettuava i lavori in questo bar, vorremmo donarvi questa piantina in sua memoria”, ha detto la figlia dell’uomo che non c’è più.
Persone perbene in una città impaurita e vuota. Storie che rappresentano l’umanità della gente. “La innaffierò tutti i giorni, ne avrò cura, in memoria di vostro padre” ha risposto Annarita. Il marito Peppe l’ha posizionata in bella vista.
Un gesto che arriva in prossimità della festività dei defunti. Un gesto che apre ancora una volta una speranza per chi non vuole che crescano solo i terribili numeri della pandemia.
Le lacrime di una città che rigano il viso colmo di paura hanno lasciato spazio a lacrime di commozione.
C’è una speranza che sta nelle persone. “Alla fine di tutto questo la prima cosa che farò sarà abbracciare le signore che mi hanno emozionato con il loro gesto. Avrò cura della piantina che ci hanno consegnato perché è un dono prezioso, che nasce dall’amore e dal ricordo per chi non c’è più”, racconta commossa Annarita.
Sono storie, non sono numeri. Perché ogni persona trasformata in numero e in categorie ha una sua storia da raccontare. Non siamo solo un bollettino.
Alina Cescofra

