Boscoreale. Puc da rifare, tutta la verità dalla sentenza

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di Alina Cescofra

Il TAR Campania, terza sezione presieduta dalla dott.ssa Anna Pappalardo, annulla la delibera del Consiglio Comunale di Boscoreale sull’approvazione del Puc. E’ il colpo di fine anno ad una città che non riesce a rimettersi in piedi. Ad annunciarlo alla città, attraverso il proprio profilo facebook, è l’ex sindaco Gennaro Langella. 

L’Ente presieduto da Antonio Diplomatico è stato così costretto a pagare 3.000 euro di spese giudiziarie nei confronti di una donna che ha presentato ricorso al Tar, la quale non è stata però risarcita per la mancata realizzazione della struttura non residenziale che aveva richiesto. 

La vicenda è intricata, perché nasce dal ricorso di una cittadina che voleva creare un edificio non residenziale in un’area che il nuovo Puc individua come parcheggio in via Cangiani. Nel momento in cui aveva preparato la domanda, la sua particella le consentiva di poter procedere, cosa impossibile successivamente all’approvazione del Puc datata 2019. 

La richiesta del permesso a costruire del fabbricato veniva protocollata al Comune il primo agosto 2017. Il 18 settembre successivo, l’Ente rispondeva che la richiesta era sospesa perché in contrasto con il Puc del 2016. Due anni dopo, nel 2018, la prima sentenza del Tar che annullava la nota del Comune obbligandolo a pronunciarsi. Così, la donna impugnava la delibera del Puc del 2019 che adottava quella di Giunta dell’anno prima chiedendo anche il risarcimento del danno.

Il Comune di Boscoreale, però, nonostante sia dotato di un ufficio di avvocatura e di un suo caposettore, neanche si è costituito in giudizio, cosa che invece ha fatto la Città Metropolitana di Napoli, presentando memoria nella quale mostrava la sua estraneità all’intera vicenda. 

Gli avvocati Roberto Marrazzo e Iride Pagano che rappresentavano la donna nel giudizio, hanno articolato una serie di rilievi ritenuti validi dal Tar. Il primo è la negazione dello jus aedificandi (diritto a costruire) perché l’area sulla quale si voleva costruire nel Piano Regolatore Generale era ritenuta agricola. 

Che le controdeduzioni del Comune non sono congruenti perché l’istruttoria del Puc risale al 2012-2013. Che non c’è il parere sul rischio sismico da parte del Genio Civile e che l’amministrazione Comunale di Boscoreale ha sbagliato a ritenere giusto il silenzio assenso tra le istituzioni. Anzi, se trascorrono 60 giorni dalla risposta, il parere va ritenuto negativo. Che i parcheggi imposti all’area sulla quale la signora intendeva costruire vanno in conflitto con lo scopo del Puc che è quello di aumentare i parcheggi nel centro storico, del quale non fa parte via Cangiani. 

Il motivo della negazione dello jus aedificandi, quindi, è stato ritenuto fondato dal Tar nel giudizio finale. Meritevoli di accoglimento da parte del Tribunale amministrativo anche le deduzioni sulla tempistica delle vicende. Il Comune ha anche provato a difendersi spiegando che l’ultimo censimento risale al 2011, ma non è bastato.

Adesso, il Comune di Boscoreale si ritrova senza il Puc e bisognerà ripartire con l’approvazione di un nuovo Piano Urbanistico Comunale. Prima, però, bisognerà trovare unità d’intenti, viste le ultime sedute del consiglio comunale con l’opposizione che ha abbandonato anzitempo l’aula. Buon 2021. Boscoreale ne ha proprio bisogno, perché si è aggiunto un altro ostacolo al già difficilissimo percorso di questa amministrazione.