Boscoreale. Le ombre sul Puc: “Bocciature? Si voleva fare speculazione edilizia”

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Ombre sul Puc. Stavolta, però, a farle emergere è la stessa amministrazione comunale di Boscoreale, che indirettamente risponde all’ex assessore Gennaro Langella che aveva evidenziato, in un post di 10 giorni fa, la bocciatura di ben 112 domande su 127. Il sindaco Antonio Diplomatico, il vicesindaco Francesco Faraone fresco di delega all’Urbanistica e il caposettore dell’Urbanistica Salvatore Celentano, nonché comandante dei vigili urbani, fanno chiarezza sulle domande respinte dalla Giunta nell’analisi del Puc. Le ombre si allungano nel momento in cui vengono spiegate alcune bocciature: “Sono state presentate delle osservazioni che andavano a chiedere un’implementazione in altre zone, ciò avrebbe comportato un aumento della rendita catastale e di conseguenza questa amministrazione avrebbe agevolato una speculazione edilizia”, spiega il vicesindaco Faraone. Senza mezzi termini, perché è il motore di un governo cittadino che nonostante la fase di pre-dissesto e l’incubo Ambiente Reale che incombe sulla città, muove passi significativi cancellando l’immobilismo dell’amministrazione Balzano.

E per evitare a priori polemiche, Celentano aggiunge: “Il Puc l’ho curato io, da solo, senza suggerimenti, sia chiaro”. E’ la risposta all’ex consigliere Crifò che si rivolse alla Procura, ma il segnale lo lancia anche il sindaco: “Abbiamo adottato i criteri del Puc del commissario Capomacchia, la nostra è stata un’opera di trasparenza – afferma Diplomatico – Questo piano ha difetti e anche un pregio, quello che da oltre 35 anni Boscoreale non aveva un Puc approvato. Certo, non potevamo pretendere di accettare le richieste che sono pervenute senza documentazione e con una letterina”. Va nello specifico Faraone: “Qualcuno ha interpretato il Puc come un Pip” e arriva la stoccata di Celentano: “Con studi tecnici che hanno spellato soldi inutilmente senza andare ad analizzare bene quali erano le richieste, tutte a favore della collettività e non nell’interesse dei singoli”.

Il primo luglio Celentano, che tra enormi difficoltà sta garantendo anche l’operatività del corpo di polizia municipale sul territorio, lascerà il suo incarico per anzianità di servizio, prima però sta lavorando alla redazione di un piano particolareggiato. “Il Puc può avere delle varianti, ma bisogna specificare bene cosa si intende fare e in quale zona”. Diplomatico apre all’imprenditoria: “Siamo disponibili ai confronti e alle proposte. La nostra amministrazione non è chiusa, conosciamo il dramma di Boscoreale relativo alla mancanza di lavoro, in particolar modo per i giovani”. Faraone entra nel dettaglio di qualche bocciatura: “Ci è stata chiesta addirittura una stradina di collegamento su via Canale Sarno, ma quella zona non è di nostra competenza”.

Dietro tante domande sbagliate c’è un’unica mano, anche politica? Imbarazzo, poi Celentano sbotta: “Lo penso, ma non lo dico”. Il grande equivoco è relativo alla zona D2, un’area nella quale poteva esserci lo spostamento delle attività con delle agevolazioni. Sul tavolo, intanto, mentre Diplomatico, Faraone e Celentano parlano ci sono tutte le domande nello specifico, l’amministrazione mette le carte in tavola e il sindaco alla fine non risparmia la risposta diretta al post di Gennaro Langella, anche se non fa mai il nome del suo ex assessore: “Io le chiamo fake news…”.

LUIGI CAPASSO