Boscoreale. I retroscena della crisi politica fra ripensamenti e promesse

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Un sindaco dimissionario in un Comune che non ha risorse né economiche né umane. In un momento storicamente drammatico per Boscoreale, arriva l’aut aut di Antonio Diplomatico.

Il blitz tentato dai consiglieri di opposizione e quelli di Forza Italia, purtroppo, è lo schiaffo più duro che potesse essere dato alla città in un momento nel quale si vive una pandemia. Di riflesso la crisi economica e sociale è già palpabile mentre i politici fanno il gioco della sedia vuota, ma all’incontrario. Le sedie sono piene e uno di loro deve restare fuori dalla giunta.

Il tentativo dei 9 consiglieri

Ieri mattina è stato tentato il blitz per ribaltare Antonio Diplomatico e firmare la sfiducia dal notaio. Già la sera precedente, il gruppo ha radunato i 9 consiglieri che servivano per firmare la sfiducia. Zecchi, Branca, Cirillo, Sergianni e Federico i primi 5. Poi i 3 dell’opposizione Di Lauro, Sodano e Costabile. A loro si è unito Michele Vaiano, che poi all’ultimo minuto si sarebbe tirato indietro dopo un confronto a livello regionale tra Mario Casillo, esponente del PD, e Annarita Patriarca.                                                                La ritirata battente di Michele Vaiano è stata però smentita da Gennaro Langella, ex sindaco, eccellente consulente del lavoro, ma straordinario bacchettatore social.

 Il lavoro di Campanile e Di Somma

In effetti, una telefonata tra il consigliere regionale Casillo – che il giorno prima aveva lanciato il salvagente a Diplomatico – e lo stesso sindaco ha evitato il blitz.              Probabilmente grazie al lavoro di Gaetano Campanile, capogruppo del Pd, che resta uno degli esponenti politici più attivi sul territorio, anche in questa difficilissima situazione. Un merito che inevitabilmente va riconosciuto al consigliere comunale, che ha mostrato gli attributi in consiglio. Un grande lavoro per non arrivare subito alla sfiducia è stato fatto anche dal presidente del consiglio Antonio Di Somma.

La scacchiera

Il primo cittadino, intanto, ha rassegnato le dimissioni e avrà 20 giorni di tempo per trovare l’equilibrio. O tutti a casa. E mettere Boscoreale nelle mani di un commissario prefettizio sarebbe una grande assunzione di responsabilità. Speriamo che le cose per la città vadano meglio altrimenti i consiglieri della sfiducia sarebbero moralmente incandidabili.
La situazione non è semplice. Perché anche all’interno dello stesso Pd ci sono diverse anime. E c’è anche la spinta per portare all’assessorato Luca Giordano, attuale consigliere che ha votato la variazione di bilancio e si sta occupando gratuitamente della sistemazione di alcune aree verdi, e Ernesto Fiore.

Dal canto suo Forza Italia spinge per avere 2 assessori, nei quali sono anche obbligatorie quote rosa. Cosa che fa venire un po’ d’orticaria a Massimiliano Zecchi, salvo che il nome non arrivi direttamente da Annarita Patriarca.
Giunta da rifare, comunque. D’Aquino è già dimissionario e il suo consigliere di riferimento Costabile è finito sotto accusa per essere passato all’opposizione dopo l’addio del suo esponente in Giunta. “Nessuna influenza da parte di Lello De Falco” ha spiegato Costabile a MediaNews24.it. “Sì tratta di una scelta politica che ho già spiegato”.

Intanto per la nuova Giunta, se venisse seguito il criterio della meritocrazia, sarebbe imprescindibile l’apporto di Francesco Faraone e Ida Trito. Lo sarebbe stato anche quello di Francesco D’Aquino che però si è dimesso. Filomena e Giuseppe Langella vanno verso l’addio e considerando la loro opera la città se ne ricorderà ben poco.

Una missione oltre che un incarico

In sostanza, quindi, per andare avanti servirebbe un grosso inciucio territoriale. Ma Antonio Diplomatico, sindaco che vuole avere la possibilità di lavorare ma non da solo, come nel clima di terra bruciata che qualcuno gli ha voluto creare intorno, va a caccia di certezze. Ed è anche convincente quando dice che la poltrona non gli interessa. In fondo, la sua è diventata una missione più che un incarico. E nonostante ciò non trascura i suoi pazienti e deve occuparsi anche delle comunicazioni dirette con la stampa e con i cittadini.
Speriamo solo che qualcuno si renda conto che in un momento storico del genere far cadere un sindaco è una grande responsabilità.

Ma non era meglio che lor signori si dedicavano alla crisi del commercio e delle famiglie? L’assessore Peppe Langella è a conoscenza che ai commercianti arriva la Tari con la quota anche della chiusura nel periodo di lockdown? Sono interrogativi che lasciamo ai lettori. Qui c’è da fare il tifo per Boscoreale, non per gli schieramenti politici.

Luigi Capasso