Di Alina Cescofra
Secondo giorno in zona rossa a Boscoreale. Sembra di vivere in una città che di sera diventa totalmente fantasma. Ieri le pizzerie chiuse non facevano entrare i clienti, ma avevano luci accese per l’asporto dei cibi. Da stasera silenzio assoluto. La chiusura di supermercati e farmacie coincide con la chiusura totale della città.
Anche stamattina le persone erano in fila all’esterno dei supermarket e negozi di generi alimentari per acquistare beni di varia natura. Il supermercato Miccio in via Della Rocca aveva i vigilantes all’ingresso.
Le piazze della città sono diventate, in alcune ore, un luogo di ritrovo per grandi e piccoli. Cosa sbagliatissima, ma stamattina c’erano ancora vecchietti sulle panchine in piazza Vargas e ragazzini in giro.
La situazione è però complicata. Magari per sfuggire alla pressione psicologica a cui si è sottoposti, a tratti si dimenticano le regole basilari.
E sui social queste dimenticanze non passano inosservate: non tutti usano le mascherine e i guanti, non si rispettano le distanze di sicurezza, i bambini e gli anziani vanno in giro come se fosse un periodo di vacanza.
Altra richiesta non meno importante da parte dei cittadini è quella di una disinfestazione della città, richiesta effettuata a gran voce e da tempo. Nessuna risposta. Il messaggio del sindaco attraverso la web tv del Comune diventa uno slogan a seguire i canali istituzionali della comunicazione amministrativa, poi il video scompare. Prima della disinfestazione, tornando a opere concrete e non ad appelli mutuati, servirebbe una pulizia delle strade. Gli accumuli di immondizia si trovano a via Armando Diaz, via Giovanni Della Rocca e soprattutto nello spazio retrostante la vecchia stazione della Circumvesuviana, ora un comodo parcheggio. Peccato anche in zona rossa c’è chi preferisce la sosta sul marciapiede piuttosto che spostarsi di pochi metri. L’inciviltà dei cittadini va oltre ogni regola.
In una giornata quasi primaverile per i colori e le temperature nelle ore centrali, stare su terrazzi e balconi è solo un privilegio. Le funzioni civili e religiose sono proibite fino al 3 Aprile. In questo momento di sconforto la fede ed una parola di incoraggiamento sarebbe di conforto per molti. La comunità cristiana Uniti Per Cristo, nel rispetto del Dpcm, ha dovuto abbassare le sue serrande. Ma non lascia sola la sua comunità e due volte a settimana il pastore della chiesa tiene dirette su Facebook. I medici ricevono solo su appuntamento e facebook mai come in questi giorni è stato social. Peccato per qualche commento pilotato nei confronti di chi denuncia l’ingiustificato, per ora, aumento di prezzi. Solita cricca, solita gente, amici di amici, che su Facebook sono anche riconoscibili. In questo momento si dovrebbe denunciare l’abbandono totale, non chi denuncia. Di iniziative, in favore di anziani, neanche l’ombra in questi due giorni. I vecchi che Baglioni cantava sulle panchine dei giardini non possono stare lì. Reduci della Seconda Guerra Mondiale ce ne sono pochissimi. Di questa guerra moderna, psicologica, che annienta la mente prima ancora che il corpo per la mancanza di lavoro e di svago, se ne ricorderanno tutti. Dai bambini a quelli che, a passo lento, affollava la piazza aspettando la primavera. Dei fiori che spunteranno se ne ricorderanno in pochi quest’anno, il rischio è quello di ritornare in strada con gli alberi fioriti. E domani potrebbe essere tutto totalmente chiuso, il lockdown che Conte potrebbe annunciare lascerebbe tutti a casa, autorizzati ad uscire solo per la spese (uno per volta) e per emergenze sanitarie.
Insomma, anche se l’aria è più respirabile perché l’emissione di gas è diminuita, è comunque pesante e i pensieri negativi, quelli della paura, a tratti tolgono il fiato.

