Boscoreale, diario dalla zona rossa. Nessun nuovo caso, ma la comunicazione fa acqua da tutte le parti

Di Alina Cescofra

La terza settimana di quarantena a Boscoreale, si conclude con una lettera del sindaco Antonio Diplomatico al premier Giuseppe Conte e al Governatore Vincenzo De Luca.

Nella sua missiva, il primo cittadino lamenta il ritardo nella comunicazione dell’esito dei tamponi orofaringei che rivelano la positività al Coronavirus. “La mancanza di comunicazioni tempestive ed ufficiali da parte dell’Asl non permette di adottare le necessarie misure di competenza del Comune, atte a contrastare in maniera efficace il rischio di contagio”. Con un comunicato stampa l’amministrazione comunale ha fatto sapere, facendo tirare a tutti un sospiro di sollievo, che fra gli assidui frequentatori  del Centro Anziani, chiuso in via precauzionale il 6 Marzo scorso dal sindaco, non ci sono casi di positività. 

Arriva così la risposta a tutte le critiche piovute addosso all’amministrazione comunale dopo il decesso della signora di Boscoreale, con positività venuta a conoscenza delle istituzioni cittadine solo dopo la tragedia. Una falla nella comunicazione, come le tante interne che stanno portando i consiglieri comunali e qualche assessore a diventare i portabandiera dell’informazione, quella non ufficiale che passando di bocca in bocca, da telefono a telefono, generando diversi allarmismi. Uno di questi, ad esempio, riguarda un infermiere in servizio all’ospedale di Castellammare di Stabia, risultato negativo tre giorni fa, ma con sintomi e già in quarantena. 

Oggi nessun nuovo caso di positività, fortunatamente. Purtroppo, nonostante i controlli che proseguono incessanti, Boscoreale aveva dei veri e propri assembramenti all’esterno dei supermercati. La chiusura anticipata di alcuni di essi e l’anticipo del pagamento delle pensioni sono le cause di aggregazioni e file lunghissime all’esterno dei negozi e dell’unico sportello Postamat a Boscoreale. Eppure, stamattina Piazza Vargas è stata teatro di un  posto di blocco da parte degli uomini della Polizia Metropolitana. L’esigenza associata alla stanchezza fa perdere per un po’ la consapevolezza della situazione.

Come spesso accade in situazioni di emergenza, nelle quali si perde il contatto con la realtà, lo sciacallaggio prende piede. La Questura di Napoli ha comunicato che i fogli che alcuni cittadini hanno trovato nei loro palazzi non sono altro che delle truffe. A nessuno viene effettuato un controllo domiciliare da parte del Ministero dell’Interno e sono direttamente le forze dell’ordine, eventualmente, ad avere contatti con la cittadinanza per verificare se le persone in quarantena sono nei loro domicili.