Boscoreale, diario dalla zona rossa. Due nuovi casi di Coronavirus in città

Di Alina Cescofra

Non arrivano buone notizie da Boscoreale. Ci sono altri due casi di positività accertata per i cittadini. Sono stati effettuati ben 24 tamponi, dei quali ben 22 con esito negativo tra i quali quello alla donna soccorsa dai vigili del fuoco in via Gramsci.

Il numero dei contagiati sul territorio cittadino sale dunque a 3 unità totali. Il sindaco ha fatto sapere, attraverso un comunicato stampa, che sono stati già attivati i protocolli per la quarantena dei familiari per evitare che diventino vettori del Covid-19.

I casi di positività sospetti aumentano, invece, a 8.

Oggi è la prima domenica di Primavera. Una giornata di quelle che si dovrebbero trascorrere all’aria aperta. Cielo terso, aria mite e giornate più lunghe. Boscoreale è vuota e silenziosa. Poche auto, poca gente in strada. 

Carlo Sorrentino, infermiere contagiato dal Coronavirus di Boscoreale, rassicura i cittadini. Il responsabile della rianimazione dell’ospedale ‘Scarlato’ di Scafati, primo caso di contagio in città, ha scritto un post con il quale ha voluto ribadire che sta bene e che è a casa. Una comunicazione chiara ed efficace, nella quale ha anche aggiunto che non ha incontrato persone nel tragitto tra casa e lavoro. In città c’è preoccupazione per gli altri 5 casi sospetti, mentre una delle persone che ha contratto il Covid-19 è scomparsa. Proprio ieri c’è stata la lettera aperta del sindaco che invitava il Governo, la Regione e l’Asl a comunicare tempestivamente i casi di positività accertata per poter intervenire che le misure che gli competono in qualità di primo cittadino.

Da un grattacielo di Piazza Vargas però, come nei primi giorni di quest’incubo, risuona l’Inno di Mameli. L’intento è sicuramente quello di sdrammatizzare in un momento tanto delicato, ma la città piange da due giorni la sua prima vittima e di certo la voglia di far festa ai balconi non coinvolge tutti. 

Ancora una volta il cuore dei cittadini boschesi fa parlare di sé. Continua instancabile l’opera della signora Maria Di Palma e del marito, che hanno fornito nuovamente il distributore Di Palma in via Passanti Flocco, di mascherine.

La profumeria G&G in Piazza Pace, invece, è stata centro di distribuzione di mascherine fornite dalla Ditta Ferlen, della signora Antonietta Catapano e coniuge. Presso la profumeria sono state distribuite anche copie del nuovo modello di autocertificazione, messe a disposizione di tutti i cittadini che non hanno modo di stampare. Alcuni tabaccai della città le rivendono a 20 centesimi.

Dalla pagina Facebook dell’ex Sindaco, Gennaro Langella, si apprende anche che la Croce Rossa Italiana – Comitato di Pompei – ha dato la propria disponibilità per la distribuzione di medicinali e generi alimentari a favore dei cittadini boschesi impossibilitati. Per contattare i volontari basta chiamare al numero pubblicato sulla loro pagina Facebook. 

La rete di solidarietà a Boscoreale sta prendendo piede sempre di più. Il parroco della Chiesa Sant’Anna a Pellegrini, don Emilio, ha stabilito che la parrocchia resterà aperta tutti i giorni dalle ore 9 alle ore 12, per permettere a chi avrà nel cuore di farlo, di depositare ai piedi dell’altare beni di prima necessità che verranno distribuiti alle famiglie bisognose. 

In città è arrivata anche l’iniziativa “Spesa Sospesa” ideata da Daniele Ardizio e Arturo La Femina. A sposare il progetto di una spesa, del valore di 5 o 10 euro, è stato il Negozio Italia di via Della Rocca, che ha messo al suo interno due scatoli nei quali le persone possono lasciare il cibo per i più bisognosi. In questi giorni di quarantena il web è diventato l’unico e più valido mezzo di comunicazione. Sui social sono diverse le iniziative il cui fine è quello di tenere compagnia. Così come i cantanti, anche tanti scrittori, fanno sentire la propria voce leggendo parole proprie o di altri autori. Attraverso il web, gli stessi lanciano richieste di aiuto e di solidarietà.

L’appello arriva dallo scrittore cittadino Francesco Paolo Oreste: “Da anni funziona una rete che sostiene le famiglie in difficoltà e a cui faccio riferimento. E’ un momento in cui c’è una contingenza storica che evidenzia il bisogno di tante categorie che sono fuori da qualsiasi tipo di sostegno e che non possono contare su un reddito sufficiente. Chiunque può, dovrebbe lasciare in questo momento l cosiddetta spesa sospesa e fare riferimento alla scuola, magari quella in cui ci sono i nostri figli, se abbiamo la possibilità di portare anche un telefonino in più da mettere a disposizione della scuola per concedere a tutto la possibilità di poter usufruire della didattica a distanza. Questo, purtroppo, è uno strumento non accessibile a tutti e so che ci sono persone che non si faranno pregare per dare una mano al prossimo”.