Di Alina Cescofra
Boscoreale è in attesa della ripartenza prevista per lunedì 18. Una ripartenza che dovrebbe essere un nuovo inizio per l’economia boschese, come per quella di tutta l’Italia. Sui social abbondano video e foto di attività commerciali che hanno sanificato il loro spazi. Le regole da rispettare saranno tante, sia da parte dei negozianti che dei clienti. Ci sarà un nuovo modo di vivere il momento degli acquisti o del caffè con gli amici. Di certo, la speranza dei commercianti è che si ritorni alla normalità.
La crisi nella crisi
Le mezze aperture di queste due settimane non hanno avuto l’effetto sperato. Per i gestori dei bar l’apertura non ha garantito la copertura delle spese, è stata una prova non superata. Lunedì riapriranno anche barbieri e centri estetici tra mille difficoltà e parametri da rispettare. Tante le normative per la tutela della salute, eppure in alcuni momenti pare che per strada la gente queste regole non le voglia rispettare.
Dopo quasi 3 mesi riecco i barbieri
Abbiamo chiesto a Salvatore Casciello, titolare del salone ‘La Bottega di Sasà’, come si è preparato per questa riapertura. “Finalmente si riparte, dopo oltre due mesi di chiusura forzata per colpa di questo maledetto virus si torna a fare quello che più ci piace: lavorare soddisfare le esigenze dei clienti. Siamo pronti, siamo carichi per iniziare un nuovo percorso responsabile e nel rispetto di tutti i decreti di legge imposti nel rispetto della salute di tutti. Chiedo la massima collaborazione a tutti per il bene di tutti”. Casciello conclude speranzoso. “Da lunedì 18 ci riprenderemo la nostra vita. E’ bellissimo sapere che c’è tanta gente che ci ha aspettato. Svolgiamo una professione importante per la comunità, tutti i clienti ci sono stati vicini e ci hanno sostenuto per una apertura anticipata perché ritengono che la nostra professione sia di assoluta necessità per quanto riguarda l’igiene e anche l’immagine. Non nascondo che sono emozionato e non vedo l’ora che arrivi lunedì mattina per tirare su quella saracinesca e sentire il profumo del mio salone che è il posto dove passo più ore della mia vita. Mi è mancato tutto del negozio, dai rumori del phon al rapporto quotidiano con i clienti. Mettiamoci alle spalle questa brutta esperienza e cerchiamo di trarre da essa quello che più ci ha contraddistinto, ovvero la solidarietà tra il popolo”.

