Bonus da 90 euro in bolletta: come si ottiene
Il decreto bollette approda oggi pomeriggio in Consiglio dei ministri, ma il testo non è ancora definitivo. Il provvedimento, che sarà presentato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, è ancora oggetto di limature tecniche tra il Mase e Palazzo Chigi.
Quanto vale il nuovo bonus
La misura principale prevede un bonus bollette valido solo per il 2026, pari a 90 euro per ogni fornitura di energia elettrica domestica. Il contributo si sommerà ai bonus sociali già esistenti per acqua, luce e gas destinati alle famiglie in difficoltà economica.
Per diventare operativo, il decreto dovrà essere seguito da una delibera di ARERA (Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente), che definirà modalità tecniche e voci in bolletta. Le informazioni complete potrebbero arrivare entro giugno 2026, con i primi effetti visibili nelle bollette estive.
Cumulabile con il bonus sociale
Il nuovo contributo non sostituisce il bonus sociale: si aggiunge. Nel 2026, una famiglia con Isee fino a 9.796 euro riceverà il bonus sociale energia (tra 146 e 204 euro annui, a seconda della composizione del nucleo) più i 90 euro del nuovo bonus. Il risparmio complessivo potrà così superare i 300 euro annui sulla bolletta elettrica.
Le due agevolazioni compariranno come voci distinte: il bonus sociale è indicato oggi come “totale servizi di rete – quota fissa”, mentre la dicitura del nuovo contributo sarà stabilita da ARERA.
Bonus da 90 euro: requisiti Isee e platea
Il bonus da 90 euro spetta alle famiglie con Isee fino a 9.796 euro, titolari di un contratto domestico e residenti nell’immobile. Restano escluse le seconde case. Per i nuclei con almeno quattro figli fiscalmente a carico, la soglia Isee sale a 20 mila euro.
Non sarà necessario presentare domanda: l’erogazione avverrà tramite incrocio delle banche dati Inps e ARERA. Condizione essenziale è avere un Isee in corso di validità, motivo per cui è consigliabile attivarsi per tempo con l’Isee 2026, anche tramite la procedura precompilata disponibile sul sito Inps con credenziali SPID, CIE o CNS.
I nodi ancora aperti
Secondo fonti informate, il decreto punta a generare un risparmio complessivo stimato tra 2,5 e 3 miliardi di euro per famiglie e imprese. Restano però questioni delicate, tra cui la possibile eliminazione della tassazione europea Ets sulle emissioni per i produttori di elettricità da metano, misura che potrebbe essere contestata dall’Unione europea come aiuto di Stato.
Il commento di Altroconsumo
Federico Cavallo, responsabile Relazioni Esterne di Altroconsumo, definisce il decreto un intervento rilevante in un contesto di prezzi ancora volatili. Positiva, secondo l’associazione, la possibile estensione degli sconti alle famiglie con Isee fino a 25.000 euro (misura lasciata alla volontà degli operatori), la riduzione degli oneri di sistema e il rafforzamento dei contratti pluriennali da fonti rinnovabili.
Tuttavia, Altroconsumo evidenzia alcune criticità: gli sconti affidati alla libera adesione degli operatori rischiano di limitarne l’efficacia, mentre l’assenza di interventi specifici sul costo del gas potrebbe penalizzare le famiglie più vulnerabili. Fondamentale, sottolinea l’associazione, garantire automatismi, trasparenza e semplicità di accesso per evitare che la complessità burocratica riduca i benefici attesi.
Il decreto è dunque atteso al varo, ma molto dipenderà dai dettagli attuativi e dalla capacità delle misure di tradursi in vantaggi concreti e uniformi per le famiglie italiane.

