Bocciato il centenario di Bartolo Longo, tensione con il Vaticano

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mn24.it

Il ministero della Cultura giudica “di scarso rilievo” la figura del fondatore del Santuario di Pompei, canonizzato da papa Francesco. Stupore in Vaticano: approvati invece fondi per altre celebrazioni minori.


Il “no” del ministero della Cultura alla richiesta di finanziamento per le celebrazioni del centenario della morte di Bartolo Longo, fondatore del Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei, rischia di trasformarsi in un caso diplomatico con il Vaticano. La decisione, formalizzata dal ministro Alessandro Giuli e dalla relativa consulta ministeriale, ha suscitato sorpresa anche Oltretevere, dove la figura di Longo è da sempre considerata di grande rilievo spirituale e culturale.

La motivazione della bocciatura è stata definita “lapidaria”: “scarso rilievo del personaggio celebrato”. Una formula che ha lasciato perplessi molti osservatori, considerando che Bartolo Longo non solo è stato beatificato da Giovanni Paolo II nel 1980, ma anche canonizzato da papa Francesco il 19 ottobre scorso, dopo che quest’ultimo aveva firmato l’atto di canonizzazione dal letto dell’ospedale Gemelli.

La decisione ministeriale, inviata a Palazzo Madama il 31 ottobre e accompagnata da una lettera indirizzata al presidente del Senato, Ignazio La Russa, contrasta inoltre con altri finanziamenti concessi per celebrazioni di minor portata storica, come quelle per la Democrazia Cristiana e per l’attrice Eleonora Duse, le cui ricorrenze cadevano peraltro due anni fa.

Il rifiuto, che ha escluso il “Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della morte di Bartolo Longo”, appare dunque come una svista istituzionale di non poco conto, anche alla luce del fatto che il fondatore del Santuario di Pompei è considerato un benefattore dell’umanità, promotore di opere sociali e religiose di enorme impatto.

In Vaticano si registra stupore e disappunto per la mancata attenzione del ministero a una figura tanto significativa per la storia della Chiesa e della cultura italiana. Se non interverranno chiarimenti nelle prossime settimane, il caso potrebbe evolversi in un imbarazzo diplomatico tra lo Stato italiano e la Santa Sede, a pochi giorni da una canonizzazione che ha avuto grande risonanza internazionale.