Dalle prime ore di questa mattina la Polizia di Stato di Napoli, su delega del procuratore della Repubblica del capoluogo campano, ha eseguito perquisizioni domiciliari nei confronti di 26 persone indagate per associazione sovversiva di matrice neonazista e suprematista.
L’associazione era organizzata all’ombra di un gruppo chiamato «Ordine di Hagal» ed era caratterizzata da «una rigida compartimentazione informativa in base al livello gerarchico raggiunto e volta a realizzare un avanzato addestramento militare dei suoi adepti, alcuni dei quali risultano aver frequentato, anche all’estero, corsi per l’utilizzo di armi da sparo e per l’addestramento in tecniche di combattimento corpo a corpo».
Le indagini sono state svolte dalla Digos partenopea e dalla Direzione Centrale Polizia di Prevenzione – Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Interno.
Le persone ritenute a capo del gruppo sono M. A. e M. R., rispettivamente di 40 e 46 anni, presidente e vice presidente dell’Ordine di Hagal ai quali viene contestato anche il possesso di armi. Le perquisizioni hanno permesso di sequestrare munizioni, armi soft air tra cui alcuni lanciagranate, abbigliamento tattico militare e device che poi sono stati oggetto di accertamenti tecnici.
Al centro dell’indagine, campagne di apologia del fascismo, negazionismo della shoah, incitazione all’odio razziale e all’antisemitismo e una «costante attività di addestramento paramilitare». L’organizzazione in questione era diffusa sul territorio nazionale svolgeva campagne di apologia del fascismo e antisemite anche attraverso chat e canali sulle piattaforme Telegram e Whatsapp.
Le perquisizioni, che interessano le province di Napoli, Caserta, Avellino, Siena, Roma, Torino, Ragusa, Lecce e Ferrara, sono eseguite dai rispettivi uffici Digos e con la collaborazione del servizio della Polizia postale e delle Comunicazioni.
Non tutti i destinatari delle perquisizioni disposte dalla procura di Napoli sarebbero però iscritti nel registro degli indagati. Sul sito
dell’«Ordine di Hagal» oltre a numerose teorie antisemite, si trovano anche post in cui si sostiene che il vaccino anticovid «non sia un vaccino, ma una terapia genica sperimentale che modifica il dna in maniera irreversibile e perpetua».
Inoltre,sono emersi stretti contatti e frequenti rapporti con formazioni ultranazionaliste ucraine, apertamente neonaziste, quali il cosiddetto «Battaglione Azov», la «Misantrophic Division», il «Pravi Sector» e «Centuria», in vista di reclutamenti nelle fila di tali gruppi militari combattenti.
Le prese di posizione «no vax» venivano utilizzate come richiamo per avvicinare proseliti alla causa nazista e negazionista.

