La camorra aveva messo le mani su ogni settore economico di tre comuni del Napoletano — Nola, Cicciano e Casamarciano — esercitando un controllo diretto e indiretto su imprese, professionisti, attività commerciali e persino sulle elezioni amministrative. È quanto emerge da una vasta operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli (pm Woodcock e Toscano), che ha portato i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna a eseguire 44 misure cautelari: 34 in carcere e 10 ai domiciliari, su ordine del gip Iaselli.
Il controllo economico e le estorsioni
Secondo gli investigatori, il clan Russo imponeva il proprio dominio sull’economia locale, in particolare nel settore immobiliare. Ogni compravendita, permesso edilizio o progetto sarebbe stato soggetto al pagamento di somme pretese dall’organizzazione criminale. Le estorsioni documentate riguardano tecnici comunali, progettisti, imprenditori e committenti di lavori, costretti a versare denaro per ottenere autorizzazioni o per cedere immobili a terzi vicini al clan.
Una parte dei proventi finiva nelle tasche degli affiliati, mentre una quota sosteneva la cassa del clan destinata alle famiglie dei detenuti.
Scommesse clandestine e giochi online
L’inchiesta ha inoltre accertato la collaborazione tra il clan Russo e esponenti del clan Licciardi per la creazione di un sistema capillare di raccolta clandestina di scommesse nel Nolano. Attraverso agenzie, sub-agenzie e siti illegali, le organizzazioni gestivano giochi online non autorizzati. Anche in questo caso, i guadagni alimentavano la cassa comune e le famiglie dei detenuti.
Documentate anche estorsioni ai titolari dei centri scommesse per la riscossione di debiti maturati nel sistema illecito.
Le elezioni condizionate a Cicciano e Casamarciano
Un elemento gravissimo dell’indagine riguarda il presunto condizionamento delle elezioni comunali:
- Cicciano, maggio 2023
- Casamarciano, giugno 2022
Il clan avrebbe esercitato influenza sul voto tramite intermediari, orientando il consenso e interferendo nelle dinamiche democratiche locali. Le accuse includono anche scambio elettorale politico-mafioso.
Le accuse
Gli indagati rispondono, a vario titolo, di:
- – associazione di tipo mafioso
- – estorsione e tentata estorsione
- – esercizio abusivo di giochi e scommesse
- – delitti aggravati dal metodo mafioso
- – scambio elettorale politico-mafioso
- – attività finalizzate a favorire i clan.
Indagini tra intercettazioni e pedinamenti
L’operazione — riferisce la Dda — ricostruisce fatti avvenuti tra il 2022 e il 2024. Fondamentali per l’inchiesta sono state intercettazioni telefoniche e ambientali, monitoraggi e servizi sul territorio che hanno permesso di delineare con precisione l’organizzazione e le pressioni esercitate sulle attività locali.
Maggiori dettagli verranno illustrati nel corso della conferenza stampa prevista alle 10.30 presso la sala convegni della Procura di Napoli.

