Blitz a Sorrento, corruzione e “investitura astrale” di Lello il Sensitivo

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Francesco Guida-mn24.it

Nel cuore della Costiera, sotto l’incanto delle scogliere e degli hotel a cinque stelle, si celava un sistema di potere fatto di tangenti, appalti pilotati e una figura tanto pittoresca quanto inquietante: Raffaele Guida, noto come “Lello il sensitivo”. Ex cartomante, si presentava come vicesindaco di Sorrento, ma non per nomina ufficiale: “Mi sono autoinvestito astralmente”, avrebbe dichiarato, secondo quanto riportato dal giudice per le indagini preliminari.

Dietro questa autoproclamazione mistica si nascondeva ben altro: un sodalizio solido con l’ex sindaco Massimo Coppola, arrestato in flagranza lo scorso 21 maggio. Insieme avevano dato vita a quello che gli inquirenti definiscono “Sistema Sorrento”, un’organizzazione che, per anni, ha drogato il funzionamento della macchina amministrativa. Sedici persone sono finite sotto misura cautelare, tra cui imprenditori, funzionari pubblici e lo stesso Coppola, accusati a vario titolo di corruzione, peculato e turbativa d’asta.

Il cuore del sistema era una “cassa nera” alimentata dalle tangenti sugli appalti comunali, anche quelli finanziati con fondi PNRR e FESR. Secondo gli investigatori, gli imprenditori versavano tra il 6% e il 10% del valore dell’appalto. E a gestire quei flussi di denaro, manco a dirlo, era proprio Guida. Intercettato mentre parlava al telefono con Coppola — utilizzando “canarini”, telefoni con SIM intestate a migranti per eludere le indagini — si autodefiniva “fratello” del sindaco, pronto a interloquire con imprese e a orientare le scelte politiche del Comune.

Tra gli elementi più drammatici emersi dall’inchiesta, uno su tutti ha colpito gli inquirenti: un imprenditore, vessato dalle continue richieste di tangenti, si è presentato in Procura manifestando intenti suicidi. Nonostante avesse già pagato ed ottenuto appalti, la pressione era diventata insostenibile. Da lì, la collaborazione con gli investigatori e l’operazione che ha smascherato l’intero sistema.

Il quadro tracciato dal procuratore di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, è netto: “Coppola aveva di fatto delegato la gestione della cosa pubblica a un soggetto totalmente estraneo all’amministrazione e di dubbia personalità, come Guida, permettendogli di interferire in modo sistematico nelle scelte amministrative”.