Blitz a Pagani: 88 arresti, silenzio del clero e dei partiti locali. Parlano solo il sindaco e FdI

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di Marco Visconti

È stato definito il blitz più importante degli ultimi 12 anni nell’Agro Nocerino Sarnese. Nei giorni scorsi le forze dell’ordine hanno eseguito 88 arresti a Pagani, un’operazione che ha scoperchiato una rete di attività criminali diffuse, coinvolgendo anche tanti giovani. Braccia che, invece di restare al servizio della terra e delle attività sane del territorio, finiscono dietro le sbarre, in un quadro che racconta lo smarrimento di una generazione.

La politica tace

La domanda che resta sospesa riguarda la reazione della politica locale. Qual è stata la posizione dei partiti rispetto a un evento di questa portata? La risposta, almeno fino ad oggi, è il silenzio. Unica eccezione il partito di Fratelli d’Italia, che nella giornata di ieri ha espresso pubblicamente la propria gratitudine agli uomini dell’Arma dei Carabinieri per l’operazione condotta. Parole di sostegno sono arrivate anche dal sindaco, Raffaele Maria De Prisco, che ha già riconosciuto, prima di FdI, l’importanza dell’intervento a tutela della legalità.

E gli altri?
La Lega, dopo l’uscita di scena di Pietro Sessa, appare frammentata. Forza Italia è ancora in fase di riorganizzazione. Il Partito Democratico ha perso il suo coordinatore territoriale. Il Movimento 5 Stelle, dopo la parentesi guidata da Desiderio, sembra aver perso voce in capitolo. Silenzio anche da parte delle liste civiche e di gran parte dei gruppi consiliari di maggioranza e minoranza. Una geografia politica confusa, che lascia la città senza una presa di posizione netta in un momento cruciale.

L’eco dei media e del clero

Sul fronte mediatico, fatta eccezione per qualche giornale di orientamento progressista che ha parlato di “Pagani paese di camorra”, si registra ben poco clamore. Una narrazione parziale, che rischia di ridurre un dramma sociale a semplice etichetta. E le voci del clero? La memoria corre a sant’Alfonso Maria de Liguori, che con le sue cappelle serotine riusciva a raccogliere i poveri e i derelitti, offrendo loro conforto e speranza. Oggi, invece, ci si interroga sull’assenza di strutture ecclesiastiche locali capaci di offrire ascolto, sostegno e percorsi di reinserimento. Non mancano associazioni legate a progetti solidali internazionali – perfino in Madagascar – ma poco o nulla si vede a Pagani, dove il bisogno è tangibile e urgente.

Una ferita aperta

Il blitz rappresenta una ferita aperta per la città e per l’intero Agro. La repressione da sola non basta: occorrono strumenti sociali, educativi e culturali per evitare che l’unica risposta ai problemi diventi la punizione. Il silenzio della politica e l’assenza di reali reti di supporto sociale rischiano di lasciare un vuoto, che proprio la criminalità organizzata è pronta a riempire.