Blackout Globale: internet in ginocchio

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mn24.it

Un grave malfunzionamento sull’infrastruttura di Cloudflare, colosso che funge da pilastro per la sicurezza e la velocità di milioni di siti web, ha causato oggi, 18 novembre 2025, un blackout digitale globale di vasta portata. L’incidente ha mandato in crisi decine di piattaforme di uso quotidiano, evidenziando ancora una volta la fragilità e la forte dipendenza del web moderno da pochi, cruciali fornitori di servizi.

La Cronaca del disservizio

Le prime segnalazioni del disservizio sono emerse in Italia intorno alle 12:17, con la situazione che è rapidamente degenerata fino a raggiungere un picco critico poco prima delle 13. Gli utenti hanno iniziato a riscontrare massivamente errori di connessione come “500 Internal Server Error” o l’impossibilità totale di caricare le pagine. Ironia della sorte, anche la piattaforma Downdetector, utilizzata per monitorare i guasti online, è stata temporaneamente messa fuori uso, in quanto essa stessa si appoggia ai servizi di Cloudflare.

La rapidità e l’estensione del blocco hanno subito fatto impennare le ricerche su Google, con il nome “Cloudflare” che è rapidamente entrato nelle tendenze globali.

I servizi colpiti dal “Cloudflare Down”

L’impatto del blackout è stato immediato e trasversale, toccando settori che vanno dai social network all’intelligenza artificiale, fino ai servizi di pagamento e streaming.

Tra i principali servizi e piattaforme a registrare problemi e inaccessibilità figurano:

  • Social Network: X (ex Twitter)
  • Intelligenza Artificiale: ChatGPT (OpenAI)
  • Strumenti di Design: Canva, Later
  • Intrattenimento: Spotify, Letterboxd, League of Legends
  • Finanza: PayPal
  • Infrastruttura: Numerosi siti aziendali e portali di informazione.

Questo effetto a cascata è dovuto al ruolo centrale di Cloudflare: la sua rete agisce come un “intermediario” e uno scudo protettivo per circa il 20% di tutti i siti web esistenti, distribuendo il traffico e proteggendo dagli attacchi. Quando il suo sistema va in avaria, l’accesso a tutti i siti clienti viene compromesso.

Le Cause

Secondo le prime ricostruzioni tecniche e i comunicati rilasciati dall’azienda, il problema sarebbe riconducibile a un malfunzionamento interno ai server che ha generato un’ondata di errori di sistema su numerosi nodi di rete. Fonti internazionali hanno suggerito che l’incidente possa essere stato innescato da un picco di traffico anomalo o da un problema legato a una manutenzione programmata in alcuni dei loro data center (come quello di Santiago del Cile).

La Ripresa in Corso

Cloudflare ha confermato di aver rilevato l’anomalia e ha immediatamente avviato i lavori di ripristino. Alle 12:37 (UTC, ora di Roma), l’azienda ha fornito un primo aggiornamento:

“Stiamo assistendo al ripristino dei servizi, ma i clienti potrebbero continuare a riscontrare tassi di errore superiori alla norma mentre continuiamo gli sforzi di ripristino.”

I tecnici hanno lavorato attivamente, in alcuni casi disabilitando temporaneamente servizi specifici in determinate aree (come WARP a Londra) per consentire il ripristino del Control Plane (il sistema di gestione centrale della rete).

L’episodio odierno, che segue a breve distanza altri importanti down che hanno coinvolto colossi cloud come Amazon Web Services (AWS) e Microsoft Azure, riaccende il dibattito sulla centralizzazione della rete globale. La dipendenza di una fetta così ampia del web da un numero limitato di fornitori infrastrutturali espone l’intero ecosistema digitale a un rischio sistemico.

Mentre il servizio torna gradualmente alla normalità, la giornata del 18 novembre 2025 resterà un netto promemoria di quanto il mondo sia interconnesso e di quanto sia cruciale la resilienza dei pochi “giganti silenziosi” che ne reggono l’architettura.