Biancolino infiamma Juve Stabia – Avellino: “I derby sono altri”

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mn24.it

Sabato pomeriggio lo stadio “Romeo Menti” vestirà i suoi colori più accesi per ospitare Juve Stabia – Avellino, un incontro che promette battaglie sul prato e nervi tesi lungo le tribune. Non è solo una partita: per l’Avellino, è un banco di prova. Per Raffaele Biancolino, è l’occasione di tornare sul quel terreno da protagonista – stavolta da allenatore – in un luogo che porta con sé ricordi personali.Ascoltando le parole del tecnico biancoverde alla vigilia, qualcosa di “forte” emerge, senza però scivolare in facili narrazioni: «Quello di domani non è un derby» ha dichiarato. «I derby sono altri, con club e tifoserie più blasonate. Ciò che conta sarà l’approccio: se entriamo in campo con la testa giusta, possiamo dire la nostra». Sotto la superficie di questa moderazione, però, c’è un invito chiaro: niente distrazioni, concentrazione massima, e consapevolezza che la gara al “Menti” sarà un test di maturità. Dopo la pausa del calendario, l’Avellino ha approfittato del momento per ricaricare energie e lavorare su dettagli trascurati. Biancolino non nasconde l’importanza della “testa” nella sua squadra: la crescita mentale, sostiene, equivale a quella tecnica. Sul fronte tattico, permane qualche incertezza. Il 3-5-2 rimane l’opzione “logica” ma il tecnico non esclude di virare su moduli più offensivi, come il 3-4-2-1 con due uomini dietro la punta. Le alternative – con Sounas e Palmiero in cabina di regia e Insigne tentazione da trequartista – confermano come Biancolino voglia avere più carte da giocare. La condizione atletica è monitorata con attenzione: Tutino è in via di recupero e potrebbe tornare a far parte del gruppo, anche se la decisione finale verrà presa solo all’ultimo momento. Rigione sta bene e ha ripreso ad allenarsi con i compagni. La Juve Stabia non è un avversario da sottovalutare. È una squadra che nei primi trenta minuti mette “quasi sempre” in apprensione: sei delle loro otto reti attuali arrivano in quell’arco temporale. In casa, la loro aggressività è quasi proverbiale. L’Avellino dovrà soffrire, restare compatto e “colpire” nei momenti giusti.Le tensioni non mancano: il ritorno a Castellammare richiama anche il passato di Biancolino, che quell’anno agli inizi del 2000 vestì la maglia delle Vespe. Il suo esordio fu segnato da un infortunio, e una foto durante la convalescenza finì per alimentare malumori tra i tifosi stabiesi. Quel capitolo irrisolto rende il suo attuale ruolo ancora più drammatico nell’immaginario sportivo.Più che inseguire tatticismi o dichiarazioni roboanti, l’Avellino dovrà mostrare unità. Biancolino parla di squadra che remi nella stessa direzione: è un concetto semplice, ma non scontato nei momenti di pressione. Senza i propri tifosi sugli spalti — un’assenza pesante — il gruppo biancoverde sa di dover tradurre l’amore dei supporter in ogni minuto di sacrificio sul campo. «Giocare una partita del genere senza i nostri tifosi è una sconfitta per tutti» ammette il tecnico.Sabato, al fischio d’inizio, conterà meno l’etichetta che si appiccica — “derby”, “ex”, “sfida storica” — e più la sostanza. Quel che si vedrà sarà la squadra che saprà fare meno errori, dare meno regali, sopportare i momenti di pressione e cogliere le occasioni. In fondo, per chi ama il calcio, sono questi i match che valgono più di mille proclami.