BFF Bank in Crisi: Il Crollo delle Azioni del 2 Febbraio 2026 e le Conseguenze per gli Investitori

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borsa milano BFF Bank

Il 2 febbraio 2026 ha segnato una giornata drammatica per BFF Bank azioni (ticker BFF.MI su Euronext Milan). Il titolo della banca specializzata in factoring verso la pubblica amministrazione ha subito un crollo vertiginoso, arrivando a perdere fino al 49% in seduta, con sospensioni multiple e un market cap sceso sotto il miliardo di euro. Da circa 8 euro di chiusura precedente, il prezzo è precipitato verso i 4-5 euro, scatenando vendite panic selling tra investitori retail e istituzionali.

Questo evento non è isolato, ma il culmine di una serie di annunci shock: accantonamenti straordinari per 95 milioni di euro nel 2025 per de-risking del portafoglio, revisione al ribasso dei target 2026, restatement del bilancio 2024 e un cambio al vertice con l’uscita di Massimiliano Belingheri dalle deleghe operative. In questo articolo cluster approfondiamo tutti gli aspetti della notizia, analizzando cause, impatti, reazioni del mercato e prospettive future.

Cosa è Successo il 2 Febbraio 2026: Gli Annunci che Hanno Fatto Crollare il Titolo

Alle prime luci del mattino, BFF Banking Group ha diffuso un comunicato che ha scatenato il panico in Borsa:

  • Accantonamenti straordinari pre-tasse di circa 95 milioni di euro nel 2025, finalizzati al de-risking del portafoglio factoring in vista di una potenziale cartolarizzazione.
  • Breakdown: 72,2 milioni per sentenze legali negative su crediti verso la PA italiana; 22,4 milioni per allungamento conservativo dei tempi di incasso degli interessi di mora (IdM); restatement del patrimonio netto 2024 con riduzione di 14 milioni per errori su incassi pre-giugno 2023 (54 milioni coinvolti).
  • Revisione dei target 2026: utile netto rettificato da 240 a 160 milioni di euro; EPS da 1,3 a 0,8 euro; cost/income ratio da <40% a <50%; ROE tangibile da >40% a 24%.
  • Cambio governance: Massimiliano Belingheri (ex AD con circa 6% del capitale) rimette le deleghe, restando consigliere non esecutivo; Giuseppe Sica (ex CFO dal 2025) diventa Direttore Generale con pieni poteri.

Durante la conference call con analisti, Sica ha difeso le mosse come “proattive e decisive” per rendere la profittabilità più prevedibile, sottolineando che si tratta di “problemi del passato”. Ha definito gli accantonamenti “conservativi” e ha parlato di potenziale upside dalla cartolarizzazione (mandato a JPMorgan e PwC), senza includerla nelle guidance. Il CET1 ratio 2025 resta solido (13,2-13,7%), senza necessità di funding immediato.

Il mercato ha reagito con vendite massicce: il titolo ha aperto -31%, è rimasto sospeso a lungo e ha toccato minimi intorno ai 4,1 euro, chiudendo con cali del 40-45% in molte cronache.

Perché il Mercato Ha Reagito Così Male? I Tre Fattori Chiave

Il crollo non è stato causato da un singolo elemento, ma dalla combinazione di tre shock simultanei:

  1. Impatto economico immediato: Gli accantonamenti da 95 milioni erodono significativamente l’utile 2025 (stimato rettificato a 150 milioni, contabile a 70 milioni). Il restatement del 2024 aggiunge incertezza retrospettiva.
  2. Taglio drastico delle guidance 2026: La riduzione di oltre il 33% sull’utile netto rettificato ha deluso analisti che si aspettavano continuità di crescita. Il nuovo budget “più conservativo” riflette minor espansione del portafoglio e incassi più lenti.
  3. Cambio al vertice inaspettato: L’uscita di Belingheri (storico AD) e l’ascesa di Sica (arrivato da poco) hanno generato dubbi su stabilità e strategia. Sebbene Sica porti esperienza (Morgan Stanley, MPS), la tempistica ha alimentato speculazioni su tensioni interne.

Analisti come quelli di Equita e Kepler Cheuvreux hanno espresso “incertezza nel breve termine” su business e governance, definendo “improbabile” un dividendo 2025.

Impatto sul Bilancio e sulla Solidità Patrimoniale di BFF Bank

Nonostante il tonfo, BFF mantiene punti di forza:

  • CET1 ratio atteso 13,2-13,7% (ben sopra requisiti), TCR 16,4-16,9%.
  • Nessuna scadenza bond nel 2026, funding stabile.
  • Business core (factoring pro-soluto PA, securities services, pagamenti) descritto come “strutturalmente solido e profittevole”.
  • Generazione di capitale robusta, focus su pulizia bilanci.

Tuttavia, il de-risking riduce temporaneamente la redditività attesa, e la cartolarizzazione (opzionale) potrebbe liberare capitale solo in futuro.

IndicatoreTarget Precedente 2026Nuovo Target 2026Variazione
Utile Netto Rettificato240 milioni €160 milioni €-33%
EPS1,3 €0,8 €-38%
Cost/Income Ratio<40%<50%Peggioramento
RO Tangible Equity>40%24%-40% circa

Reazioni degli Analisti e Prospettive per le BFF Bank Azioni

Il sentiment è cauto:

  • Molti downgrade immediati (da buy/hold a hold/sell in alcuni casi).
  • Prezzo target rivisto al ribasso, ma alcuni vedono valore a multipli bassi (P/E adjusted 2026 ~9x).
  • Dividendo 2025 a rischio; proposta eventuale solo il 10 febbraio 2026 con i conti annuali.
  • Nuovo piano strategico atteso nella seconda metà 2026, che incorporerà benefici del de-risking e M&A (strategia confermata).

Opportunità per investitori value: titolo a sconto storico, business unico nel factoring PA, potenziale rimbalzo se la cartolarizzazione si concretizza.

Rischi principali: ulteriori ritardi incassi PA, esiti legali negativi, instabilità governance.

Cosa Fare Ora con le Azioni BFF Bank?

Il 2 febbraio 2026 rappresenta un turning point per BFF Bank. Il management punta a un “clean balance sheet” per rilanciare crescita e profittabilità prevedibile, ma il mercato ha punito duramente l’incertezza di breve termine.

Per investitori di lungo periodo con tolleranza al rischio, il prezzo attuale potrebbe rappresentare un entry point attraente, in attesa del piano 2026 e dei risultati del 10 febbraio. Per chi cerca stabilità, meglio attendere maggiore chiarezza su dividendi e execution.

BFF resta un player specializzato con barriere competitive alte, ma il 2026 sarà un anno di transizione. Monitorare da vicino sviluppi su cartolarizzazione e governance.