“Beni comuni”, Crescita felice organizza un convegno sulla tematica venerdì 4 marzo

Secondo il gruppo si parla troppo spesso di "bene comune" senza però conoscerne appieno il significato. L'obiettivo dell'incontro di venerdì prossimo sarà proprio questo

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Cosa sono i beni comuni? A chiederselo sono gli esponenti di “Crescita felice”, che attorno alla tematica hanno organizzato un incontro aperto a tutti il prossimo 4 marzo 2016. Il convegno si terrà venerdì 4 marzo a Salerno presso l’Arco Catalano in via dei Mercanti 67. Diversi i relatori, tra i quali Carlo Lottieri (Istituto Bruno Leoni) e Luigi Caramiello (Università Federico II di Napoli) introdotti e moderati da Antonluca Cuoco (collaboratore di Il Denaro & Strade OnLine).

“L’ideologia dei beni comuni – si legge sul portale di Crescita Felice in merito all’argomento – è entrata ormai nel linguaggio accademico, politico e culturale. Intorno ad essa sono nati e cresciuti movimenti, associazioni, iniziative che si propongono di diffonderla tra la società civile e di mettere in atto pratiche ad essa ispirate, vedendovi la premessa per lo svilupparsi di rapporti sociali basati sulla condivisione, sulla solidarietà e su forme partecipate di democrazia.

Ma cosa sono i beni comuni? E in cosa si distinguono dagli altri modi di gestire i beni? Cos’ha di diverso e cosa implica una forma di solidarietà basata sul benicomunismo, rispetto alle altre forme di coordinamento sociale?

Venerdì 4 Marzo ne parliamo a Salerno presso l’Arco Catalano in via dei Mercanti 67, con Carlo Lottieri (Istituto Bruno Leoni) e Luigi Caramiello (Università Federico II di Napoli) introdotti e moderati da Antonluca Cuoco (collaboratore di Il Denaro & Strade OnLine). La nozione di beni comuni che viene solitamente proposta manca di basi solide e coerenti ed offre contributi assai modesti alla comprensione sia dei molteplici intrecci che legano la sfera privata a quella comune. L’ideologia dei beni comuni, accompagnata alle confuse e variegate iniziative nate intorno ad essa, si rivela come il tentativo di dare una veste seducentemente nuova a idee vecchie e a modelli assai poco originali di intervento pubblico. L’analisi critica – conclude il gruppo – si estende a una serie di casi concreti di grande attualità come quelli del cibo, dell’acqua, del suolo, della città, dell’ambiente, delle conoscenze, dei beni culturali e delle comunicazioni”.