Benevento: sequestrate pale eoliche installate in spregio a vincoli naturali. Tre indagati

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La Guardia di Finanza di Benevento ha posto di nuovo sotto sequestro sei impianti di pale eoliche realizzati in varie zone della provincia, già sequestrati nel settembre scorso e dissequestrati su sentenza del Tribunale del Riesame di Benevento.

Il provvedimento è scattato in primis per difformità delle relazioni geologiche preventive rispetto agli standard tecnici di legge, così come della procedura di valutazione dell’impatto acustico. Le varianti presentate in corso d’opera avevano inoltre portato all’installazione di strutture più alte, senza adeguate verifiche strumentali.

I sigilli sono scattati a impianti aerogeneratori installati nei comuni di Casalduni (località “San Fortunato”), Campolattaro (località “Colle Serra” e “Zingara Morta”) e Pontelandolfo (località “Malepara”, “Masseria Calabrese” e “Saraceno”), riconducibili a diverse società con sede a Benevento.

Per questi impianti la Provincia di Benevento, secondo il parere della Procura sannita, avrebbe rilasciato autorizzazioni senza pareri e valutazioni preventive – e obbligatorie – su impatto acustico, impatto ambientale, rispetto della distanza minima dai centri abitati e rischio di incidenti di natura meccanica ed elettrica. Riscontrata anche la mancanza di relazioni geologiche adeguate, tenuto conto che gli impianti sequestrati sono stati installati in aree sottoposte a vincolo storico, artistico, archeologico, paesaggistico e ambientale: più in particolare, in oasi di protezione avifauna del WWF presso la diga di Campolattaro, alle pendici del monte Mutria in sito di interesse comunitario e nel centro storico di Pontelandolfo, area con nuclei e complessi rurali di valore storico e ambientale soggetti a conservazione.

Tre le persone indagate tra i rappresentanti legali e i coamministratori delle società interessate dal provvedimento. La Procura procede per i reati di lesioni personali, disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone, getto pericoloso di cose oltre che per la violazione delle disposizioni previste dalla normativa di settore vigente in materia di inquinamento acustico, edilizia, conservazione degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche, beni culturali e paesaggio, ambiente, autorizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili e promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili.