Quella del Benevento nel mondo del calcio è una storia che potrebbe interessare qualsiasi regista cinematografico. La trama del possibile film racconterebbe di una società appassionata, di quelle che ormai non si trovano più in giro, di investimenti e campioni arrivati nel Sannio per raggiungere il sogno dei fratelli Vigorito: la Serie B. A rendere commovente e attaente la pellicola, i numerosi (e quasi clamorosi) insuccessi arrivati negli anni e l’impegno di una proprietà troppo legata alla squadra giallorossa per smettere di credere nell’obiettivo, raggiunto paradossalmente nell’anno “zero”, con una squadra stranamente “normale”.
Ieri pomeriggio la festa, in uno stadio interamente colorato di giallorosso. Il 3-0 al Lecce è stata la partita perfetta che ha il cerchio e mandato l’ennesimo segnale di forza agli avversari. Nell’ordine: Casertana, Foggia e gli stessi salentini, apparsi più forti nel girone di andata e poi improvvisamente scioltisi dopo il giro di boa.
Un altro Benevento quello presentatosi nel girone di ritorno: Auteri, un maestro, ha saputo far girare una squadra che sembrava un outsider, consegnando alla città la B a lungo soltanto immaginata.
Il Benevento da ieri è il simbolo di chi crede nei propri sogni, di chi emerge non scegliendo di rinunciare in ciò che aspira nonostante agli ostacoli. Una storia da libro cuore, una storia ancora tutta da scrivere…

