Divieto di dimora per educatrici laiche e religiose accusate di concorso in maltrattamenti aggravati. Le indagini dei carabinieri hanno documentato abusi su piccoli tra 10 mesi e 3 anni.
Schiaffeggiati, insultati, immobilizzati su sedie e passeggini. È il quadro drammatico emerso da un’inchiesta su un asilo nido di Benevento, dove cinque insegnanti, laiche e religiose, sono state raggiunte da un provvedimento di divieto di dimora perché accusate di concorso in maltrattamenti aggravati ai danni di minori.
Il provvedimento è stato disposto dal gip del Tribunale di Benevento su richiesta della Procura della Repubblica, guidata da Gianfranco Scarfò, al termine delle indagini condotte dai carabinieri. L’inchiesta è partita dalla denuncia del rappresentante di una cooperativa impegnata nelle attività socio-educative della struttura.
Da lì è iniziato un lavoro investigativo delicato, fatto di intercettazioni audio e video, che ha permesso di entrare nelle stanze dove i bambini avrebbero dovuto sentirsi protetti.
H2 – Asilo nido di Benevento, gli abusi ripresi dalle telecamere
Le attività investigative hanno documentato una serie di condotte violente su bambini di età compresa tra i 10 mesi e i 3 anni, alcuni dei quali non erano ancora in grado di camminare.
Secondo quanto accertato, i piccoli venivano sottoposti a contenzione forzata. Venivano immobilizzati alle sedie con i loro stessi indumenti oppure bloccati per lunghi periodi nei passeggini. Non solo. Le insegnanti avrebbero rivolto insulti sul modo di vestire, sulla corporatura e persino sul nome dei bambini.
Alle parole si aggiungevano i gesti. Schiaffi alla nuca, strattonamenti per i capelli, spinte a terra, anche nei confronti di bambini ancora in fase di gattonamento. In più, punizioni improprie e l’uso della forza per costringere i piccoli a mangiare o a dormire.
Un clima che, secondo la Procura, non lasciava spazio alla serenità.
H3 – La paura dei bambini e l’istinto di difesa
Particolarmente toccante è quanto emerge dalle relazioni degli inquirenti. Il clima era percepito come abusante dagli stessi bambini. Alcuni di loro, appena si accorgevano che un’insegnante si stava avvicinando, portavano istintivamente le mani al volto per proteggersi.
Un gesto semplice, ma potentissimo, che racconta più di qualsiasi parola la paura vissuta in quelle aule. Un istinto difensivo maturato in un luogo che avrebbe dovuto garantire sicurezza, cura e affetto.
Ora l’asilo è sotto la lente della magistratura, mentre le cinque insegnanti dovranno rispondere delle accuse di maltrattamenti aggravati. L’indagine di Benevento riapre una ferita profonda sul tema della tutela dei più piccoli e sul controllo delle strutture educative.
Perché un asilo non è solo un servizio. È il primo spazio di fiducia tra una famiglia e lo Stato. E quando quella fiducia viene tradita, a pagare il prezzo più alto sono sempre i bambini.

