Il gruppo politico “Scafati Arancione”, scrive al direttore dell’ANBSC (L’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata) chiedendo di adottare tutti i provvedimenti necessari finalizzati a un corretto utilizzo del bene confiscato in via Aquino. La struttura fu strappata nel 2009 al clan Sorrentino e non risulta essere stato oggetto di riutilizzo sociale. Il presidente del movimento Francesco Carotenuto, lamenta l’assenza di progetti da parte del comune di Scafati e di un adeguato utilizzo come previsto dalla legge. <<Il riutilizzo del bene confiscato per fini sociali costituisce un concreto segnale di ripristino della legalità e del successo della lotta alla criminalità organizzata da parte dello Stato – ha spiegato Carotenuto nella lettera – Far degradare detti beni può addirittura avere un effetto desocializzante per la comunità>>.
E ancora, prosegue “Scafati Arancione”: <<L’attuale Sindaco di Scafati, dott. Angelo Pasqualino Aliberti, in carica ininterrottamente dal 2008, in data 04/05/2012, ha tenuto un’audizione nella predetta qualità innanzi alla commissione d’inchiesta anticamorra del Consiglio Regionale della Campania. Nel corso della predetta audizione, il Sindaco addusse una serie di giustificazioni a fronte del contestato inutilizzo del bene in questione. Dal 2012 ad oggi, l’amministrazione comunale di Scafati continua a tenere un atteggiamento omissivo in riferimento all’utilizzo come per legge di detto bene, nonostante lo stanziamento di 200 mila euro del progetto “You and me” del governo centrale e fondi europei a cui attingere>>. La discussione è destinata ad andare avanti.
Registrati
Benvenuto! Accedi al tuo account
Hai dimenticato la password? ottenere aiuto
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.

