Bellante-bis per il blitz a Sarno. Ma per Longo è stata “la più brutta Cavese vista finora”

POL.SARNESE: Sorrentino, Di Finizio (36’ st Pianese), Talia, Tortora, Nocerino, Santaniello, Sannia (11’ st Nasto), Langella, Figliolia, Guidelli, Calemme (36’ st Cacciottolo). A disposizione: Rizzo, Miccichè, Cozzolino, Esposito E., Pappacena, Spedaliere. Allenatore: Esposito G.
CAVESE: Conti, Cicerelli, Loreto, Di Deo, Galullo, Migliaccio, Bellante (44’ st Armenise), Alleruzzo, Gabrielloni (31’ st Giglio), Rossi, Meloni (26’ st Golia). A disposizione: D’Amico, Orefice, Parenti, Donnarumma, Pappalardo, Picaro. Allenatore: Longo.
ARBITRO: Marcenaro (Genova). Assistenti: Barone (Roma 1) e Rizzotto (Roma 2).
RETI: 2’ pt, 38’ st Bellante.
NOTE. Spettatori: 1000 circa (oltre 500 da Cava de’ Tirreni). Ammoniti: Di Finizio (S), Di Deo (C), Conti (C), Migliaccio (C), Galullo (C), Talia (S). Calci d’angolo: 3-3. Recupero: 2’ pt; 4’ st.

Vincenzo Bellante si sblocca in zona gol e regala 3 punti di platino alla Cavese, tornata al successo dopo i due ko di fila contro Gela e Roccella. L’attaccante “tascabile” va in rete dopo 100 secondi nel primo tempo e mette la parola fine al match nel finale di ripresa. In mezzo, una Cavese che lo stesso tecnico Emilio Longo, a fine gara in sala stampa, non ha esitato a definire “la più brutta vista finora in campionato”.

Ancora una volta la squadra di Gianluca Esposito si mette in evidenza per una buona manovra, intelligenza tattica utile a bloccare le fonti di gioco avversarie, ma pure per una mancanza di concretezza sotto porta che, finora, ha rappresentato forse la zavorra più pesante per i granata del patron Francesco Origo.

Tornando in casa Cavese, il successo esterno contro i sarrastri riduce a 5 punti il distacco dalla capolista Igea Virtus, fermata sul pari in bianco casalingo dal Castrovillari. Aquilotti soli al secondo posto, in attesa del recupero del match tra Turris e Gela, rinviato per la concomitanza delle celebrazioni religiose dell’Immacolata, patrona della città di Torre del Greco.