Battipaglia, Gabriella Nicastro rompe il silenzio: «Resto nel Gruppo Misto»

0
47

In un clima politico incandescente, segnato da rimpasti di giunta e tensioni interne all’assise cittadina, la consigliera comunale Maria Gabriella Nicastro ha deciso di uscire allo scoperto. Con una nota dai toni fermi, la Nicastro risponde alle critiche e alle “strumentalizzazioni” che l’hanno vista protagonista negli ultimi giorni, chiarendo una volta per tutte la sua collocazione politica e il suo rapporto con l’amministrazione guidata dalla sindaca Cecilia Francese.

Lo strappo mai ricucito

Il punto di partenza è il 21 ottobre 2025, data in cui la consigliera ufficializzò il passaggio al Gruppo Misto. Nonostante le recenti manovre di palazzo, Nicastro conferma la sua posizione: «Ho chiesto l’azzeramento della giunta perché la città aveva bisogno di uno shock di dinamismo, non di inerzia. Il nuovo assetto non mi soddisfa, lo trovo privo di quel rinnovamento che avevo auspicato». Una bocciatura tecnica, dunque, che però non si traduce in un ostruzionismo a prescindere.

La novità più rilevante riguarda l’imminente voto sul bilancio. Nicastro respinge le accuse di “soccorso azzurro” o di accordi sottobanco (do ut des), ma pone una condizione chiara: la presentazione di un emendamento al bilancio firmato di suo pugno.«L’accettazione di tali miei emendamenti sarà condicio sine qua non e presupposto politico alla mia votazione favorevole», chiarisce la consigliera.In sostanza, il suo sì dipenderà esclusivamente dall’accoglimento di istanze ritenute fondamentali per il bene della collettività. Una posizione che spiazza chi si aspettava una minoranza impegnata solo nell’opera di “demolizione”.

Il “caso” Regionali e Fratelli d’Italia

Nicastro non ha evitato di affrontare il tema della sua candidatura alle elezioni regionali con Fratelli d’Italia, un movimento che ha sollevato polemiche tra i banchi del Consiglio. «È stata un’opportunità per dare a Battipaglia una voce fuori dai propri confini», ha spiegato, definendo la scelta un ponte verso i palazzi del potere regionale e non un “cambio d’identità

L’intervento della consigliera si chiude con un appello alla dignità politica. Tra chi la accusa di ambiguità, lei rivendica la libertà di votare “secondo coscienza”: «La stabilità di una città vale molto più di una piccola vendetta politica. Si può stare in minoranza o in maggioranza con dignità, supportando ciò che è giusto e criticando ciò che è sbagliato».