Battipaglia/Eboli/Salerno. Muore in Rianimazione per choc setticemico: indagati 18 medici

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Diciotto medici indagati con l’accusa di omicidio colposo. Sotto la lente d’ingrandimento della Procura, per la morte di un 74enne che ha perso la vita in rianimazione, i sanitari del “Maria Santissima Addolorata” di Eboli e un chirurgo del “Ruggi d’Aragona”. Nefrologi, rianimatori, cardiologi, radiologi e infettivologi.
L’uomo, :ichele Musella, un ex operaio di Battipaglia, è stato stroncato da uno choc setticemico. Il suo calvario è cominciato domenica 12 agosto, quando – a causa di un malore associato a febbre molto alta – il 74enne è stato soccorso dai sanitari del 118 e trasportato all’ospedale “Santa Maria della Speranza”. Musella, dializzato, necessitava di trattamenti specifici: il suo sangue deve essere depurato. Il nosocomio non dispone però dei macchinari per l’emodialisi: da qui i contatti con i sanitari dell’unità di Emodialisi e nefrologia di Eboli. Il giorno successivo, quindi, il trasferimento. Per l’emodialisi è necessario un accesso vascolare: in genere una fistola artero-venosa sul braccio. Quella fistola, però, era infetta. Dopo qualche giorno, per evitare di ricorrere all’accesso compromesso, un nefrologo ricorre ad un catetere venoso centrale. Il reparto di Eboli si mette dunque in contatto coi medici dell’unità di Chirurgia vascolare del “Ruggi” di Salerno, dove Musella viene trasportato. Le sue condizioni peggiorano però dopo qualche giorno, fino al 21 agosto, quando il 74enne muore nel reparto di Rianimazione a causa di uno choc setticemico.

Scatta dunque la denuncia dei familiari, che si rivolgono ai carabinieri di Eboli. I militari hanno provveduto al sequestro della cartella clinica, mentre la salma resterà in sala mortuaria fino al 30 agosto, giorno dell’autopsia.