I parroci: «No a Battipaglia città martire». La rivolta. Sacerdoti e diaconi in campo dopo l’assalto al Comune. “Non ci rassegniamo!”, che incassa pure l’appoggio di Andrea Bellandi, arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno. . «Condivido l’operato dei parroci di Battipaglia, che si sono attivati per la tutela della salute della comunità, e ai parroci del territorio ho demandato ogni attività utile in tal senso», fa sapere il metropolita dopo aver dato il via libera al documento. Lo ha fatto di mercoledì sera, in quel di Acerno, dopo aver visto don Paolo Castaldi. È lo stile Bellandi: il pastore che spiana la strada ai suoi preti. I parroci, i sacerdoti e i diaconi di una città che è ancora lacerata dalle fiamme di sabato scorso, quelle della ex “Sele Spa”, hanno firmato quel documento. “Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo”: il documento prende le mosse dalla “Gaudium et Spes”, la costituzione pastorale del Concilio Vaticano II, perché «anche interpretando il comune sentire e le attese delle comunità parrocchiali di Battipaglia, sentiamo il dovere di farci portavoce del disagio e della sofferenza che l’intera città sta vivendo all’indomani dell’ennesimo incendio», scrivono i parroci.
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