Una cerimonia come tante altre. Una mattinata di lode e festa alle Forze Armate che avrebbe dovuto risvegliare, forse, anche un po’ di sano patriottismo. E invece, è bastato intonare “‘O surdato nnammurato” perché a Battipaglia la festa si trasformasse in un vero e proprio vespaio.
E’ stato un 4 novembre all’insegna delle polemiche quello per il popoloso comune della provincia salernitana. Mentre alcuni illustri cittadini erano al teatro Augusteo ieri a Salerno per ricevere il titolo di Cavaliere, in città tutto era pronto per ricordare l’Unità Nazionale e per dire grazie a tutte le forze armate. L’appuntamento era in piazza Repubblica, così come da prassi; numerose le autorità civili, militari e religiose che avrebbero preso parte alla cerimonia. Eppure, prima che tutto iniziasse, un gruppo folcloristico ha intonato la celebre canzone scritta da Aniello Califano nel 1915. Da lì, polemiche a non finire. Per molti, infatti, il canto “oi vita, oi vita mia, oi core ‘e chistu core…” pare abbia rovinato la solennità del momento. E alcuni hanno anche lasciato la piazza in segno di protesta.

