Bar Condicio: la campagna elettorale dichiarazione per dichiarazione

Nessun governo con il Pd e con il Movimento Cinque Stelle. Ospite del forum Ansa-Facebook Giorgia Meloni, la leader di Fratelli d’Italia, ribadisce uno dei suoi mantra: “Chi vota Fratelli d’Italia sa che noi non faremo accordi con nessuno”. Insomma no secco alle larghe intese e ritorno alle urne in caso non ci fosse una maggioranza. Un’idea che è convinta di poter condividere con i suoi alleati, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini.

E’ favorevole ad un governo di larghe intese per cambiare la legge elettorale ma anche per lavorare su su temi fondamentali per il Paese, come il lavoro, l’ecologia, l’innovazione. E per questo non disdegnerebbe neanche la coalizione con i Cinque Stelle. Con Angelo Bonelli – coordinatore dei Verdi e candidato di “Insieme”, lista in campo con il Pd e che vede raggruppati Verdi, Psi e Area civica.

Andrea Cecconi e Carlo Martelli sono, probabilmente, la punta di un iceberg. Un iceberg contro cui la campagna del M5s rischia di sbattere a un passo dal rush finale. Il caso “rimborsopoli”, sugli ammanchi nelle restituzioni dei parlamentari, si allarga a macchia d’olio, potrebbe superare il milione di euro e irrompe nella tappa elettorale di Luigi Di Maio nella sua Campania. Tappa che vede, tra l’altro, il ritorno in campo di Beppe Grillo. Il caso è preso molto seriamente dai vertici, che reagiscono in maniera durissima. “Le mele marce le trovo e le caccio, nessuno inficerà il nome del M5S”, è il diktat del capo politico. La questione, secondo il servizio delle Iene andato in onda ieri sera, riguarda almeno una decina di parlamentari e non solo Cecconi e Martelli. E dalle prime verifiche i vertici del Movimento ammettono come il “buco” sulle restituzioni per il fondo per il microcredito sia “più grande” degli oltre 200mila euro preventivati dai media. Sul totale delle cifre “vediamo domani”, si limitano a dire, dopo aver chiesto in via ufficiale gli atti al Ministero dell’Economia presso cui è registrato il fondo per le pmi. I calcoli, fatto salvo eventuali errori commessi dai tecnici del Movimento nel riportare i dati delle restituzioni, sembrano volgere al peggio.