L’operazione Golden Tree della Guardia di Finanza smaschera un istituto finanziario abusivo che ha movimentato più di 4 milioni di euro con uno schema Ponzi internazionale
Una vera e propria banca “fantasma” capace di truffare oltre 500 persone in tutta Italia. È quanto hanno scoperto i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Ancona, che hanno smantellato un’imponente struttura finanziaria illecita operante come un istituto di credito parallelo.
L’indagine, denominata Golden Tree e coordinata dalla Procura della Repubblica di Ancona, ha portato alla luce un sodalizio criminale in grado di movimentare oltre 4 milioni di euro, raccogliendo denaro da centinaia di risparmiatori attratti dalla promessa di guadagni facili e servizi bancari alternativi.
La finta community che operava come una banca
L’organizzazione si presentava all’esterno come una semplice “community” dedicata al benessere economico dei propri membri. In realtà funzionava come un vero istituto finanziario abusivo.
Senza alcuna autorizzazione, offriva l’apertura di conti correnti esteri, la concessione di prestiti e proposte di investimento ad alto rendimento. Le basi operative non erano solo in Italia, ma anche in Polonia e Bulgaria, così da rendere più complessi i controlli e i tracciamenti delle autorità.
Per mascherare i flussi di denaro, i presunti profitti venivano erogati con la generica causale di “cashback”, evitando riferimenti espliciti a interessi o rendimenti finanziari.
Lo schema Ponzi e il reclutamento via social
Le indagini hanno confermato che il sistema era fondato su un classico schema Ponzi. I guadagni promessi ai primi investitori venivano pagati con i soldi dei nuovi iscritti, alimentando un meccanismo basato sul passaparola e sulla promozione attraverso i social network.
Il modello prevedeva che gli stessi clienti diventassero promotori. In cambio del reclutamento di nuovi aderenti, ricevevano provvigioni e bonus che spingevano a coinvolgere amici, parenti e conoscenti.
La platea delle vittime era estremamente ampia ed eterogenea: persone tra i 20 e gli 85 anni, molti dei quali hanno affidato all’organizzazione pensioni, risparmi di una vita o somme ottenute con prestiti personali.
Le finte app e le carte personalizzate
Per rendere credibile la truffa, la struttura aveva realizzato applicazioni di home banking simulate e carte di debito fisiche personalizzate. Strumenti che davano l’illusione di un vero sistema bancario, rafforzando la fiducia degli investitori e la sensazione di operare con una piattaforma professionale e sicura.
Il crollo del sistema e l’uso dei fondi
Il meccanismo è collassato quando le richieste di rimborso hanno superato l’ingresso di nuovi capitali. A quel punto si è bloccata la restituzione sia degli interessi che dei capitali investiti.
Secondo gli inquirenti, il denaro raccolto veniva in larga parte utilizzato dal vertice del sodalizio per spese personali, eventi di rappresentanza utili ad attrarre nuovi soci e investimenti speculativi in oro e criptovalute, senza alcuna reale tutela per i risparmiatori.
L’operazione Golden Tree
L’intervento della Guardia di Finanza ha portato alla denuncia di quattro persone per abusivismo finanziario, truffa e autoriciclaggio. Due soggetti sono stati raggiunti da misure cautelari.
I militari hanno inoltre sequestrato 15 conti correnti riconducibili all’organizzazione e disposto l’oscuramento della piattaforma online utilizzata per la frode, interrompendo definitivamente l’operatività della banca parallela.
Le indagini proseguono per ricostruire l’intera rete dei flussi finanziari e individuare eventuali ulteriori responsabilità, mentre centinaia di risparmiatori restano ora in attesa di capire se e come potranno recuperare almeno parte delle somme affidate alla banca fantasma.

