Ballottaggio Scafati. Le notti di Salvati, l’uomo del dialogo

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Tocca tutti i punti della città la campagna elettorale di Cristoforo Salvati. Sembra la punta di una bussola che si trova su una ruota, perché il candidato sindaco non vuole lasciare nulla al caso. Il lavoro è tanto, la stanchezza pure, ma la voglia di rilanciare Scafati, di dare un centrodestra compatto alla città, è superiore a ogni cosa. Per questo, il sostegno di Del Regno, Pignataro e Berritto sono dei segnali che vanno colti in favore della stessa città che ha bisogno di un’amministrazione stabile. Perché ciò che in questo momento deve prevalere è la voglia di tornare a governare Scafati e non certo i personalismi.

Ieri sera, insieme ai consiglieri eletti e ad altri candidati della coalizione, Salvati era al Tarì, in via Dante Alighieri, già via Nazionale. Stasera altro incontro con i cittadini di Mariconda, dove già ha tenuto un discorso alla scuola di ballo ‘Blue Caribe’. Nel mezzo incontri, confronti, rassicurazioni. “Lei è il nostro sindaco” gli dicono delle persone anziane su via Martiri d’Ungheria. Conoscono Salvati, sanno che non le deluderà.

Cristoforo Salvati ha grinta e personalità da vendere, ma la mischia alla gentilezza di chi è sempre disponibile. Inutile accusare, insultare, urlare. Da medico sa quando è il momento di fare una carezza o un rimprovero ai suoi pazienti. Così fa con i suoi collaboratori. Perché ciò che emerge dalla campagna elettorale è l’uomo Salvati, la sua educazione, il suo stile. Lo sta dimostrando in queste ore di grande apertura, di dialogo. Lui  non vuole essere il re di Scafati, ma il sindaco che rappresenta tutti, la gente, il popolo, da Mariconda a Marra, da Bagni a via Passanti.

Ieri sera, stremato, era seduto sui gradini di un negozio, uno sguardo all’agenda e poi via per una nuova corsa, sempre con il sorriso, con modi gentili che rivelano uno stile che può solo dare a Scafati un sindaco gentile, che sa ascoltare. Sì, proprio quei sindaci che restano, perché ascoltano tutti. Ha aperto il dialogo, nell’interesse della città, anche a chi fino a due settimane fa era un rivale politico. Sì, perché per Salvati i nemici non sono le persone di Scafati che non stanno dalla sua parte, ma tutti coloro che non lotteranno per rendere la città migliore.

E, seduto sulle scale, in una delle ultime notti di questa straordinaria avventura, già pensa al domani di via Nazionale: “Questa strada è letteralmente nella penombra, è pericolosa, qui ci sono abitazioni e locali e i cittadini devono stare tranquilli”. Il ripristino dell’illuminazione pubblica nella sua agenda già è scritto da tempo, ma Salvati già pensa a come risolvere la questione, non a riversare accuse sul recente passato di una città abbandonata. Il dottore si alza e saluta, il ritmo sonno-veglia non esiste più, ma poco gli importa nel momento in cui vedrà sorgere una nuova alba su Scafati.