Avellino, pallone rosso alla donna salvata dal suo allenatore

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In occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Avellino ha vissuto un momento di straordinaria intensità emotiva prima della sfida contro l’Empoli. Un gesto che ha unito sport, memoria e civiltà, trasformando un evento calcistico in un messaggio potente contro ogni forma di brutalità.

Mister Raffaele Biancolino ha consegnato il pallone rosso, realizzato dalla Lega B per celebrare questa importante ricorrenza, a Marzana Trznadel, la donna che nel 2018 fu salvata proprio dall’allenatore biancoverde durante una violenta aggressione in pieno centro ad Avellino. Un episodio drammatico, ancora vivo nella memoria della città, che oggi si è trasformato in un simbolo di speranza e rinascita.

Quel gesto, semplice solo in apparenza, racconta molto più di una cerimonia. Racconta il coraggio, la prontezza d’animo, ma soprattutto la capacità di scegliere l’umanità anche fuori dal rettangolo di gioco. Qualcuno sugli spalti ha sussurrato che “certe cose valgono più di qualsiasi risultato”, e l’atmosfera che si è creata al Partenio ha confermato questa sensazione.

Marzana, visibilmente emozionata, ha ricevuto il pallone come segno di una battaglia che continua ogni giorno, fatta di consapevolezza e difesa della dignità. L’immagine di Biancolino accanto a lei è diventata il ritratto di una città che non dimentica e che vuole lanciare un messaggio chiaro: la violenza non è mai accettabile, in nessun contesto.

Un’iniziativa che va oltre il calcio, oltre la competizione, e che restituisce allo sport il suo ruolo più autentico: educare, unire, dare esempio. E in una giornata così, Avellino ha dimostrato che il valore di una squadra si misura anche nei gesti che parlano al cuore.