La gara Avellino-Palermo, in programma sabato prossimo allo stadio Partenio-Lombardi con fischio d’inizio alle 17:15, sarà diretta da Simone Galipò della sezione AIA di Firenze. A completare la squadra arbitrale saranno gli assistenti Colarossi e Ricci, il quarto ufficiale Vogliacco, mentre al VAR opererà Maggioni con Rutella nel ruolo di AVAR.
Una designazione che riporta inevitabilmente alla mente precedenti tutt’altro che sereni per l’ambiente biancoverde. Galipò ritrova infatti l’Avellino a quasi due anni di distanza dall’ultima direzione, in un incrocio che lasciò strascichi pesanti e polemiche accese. Il riferimento è alla sfida persa dai lupi di Michele Pazienza contro il Giugliano il 23 marzo 2024, al “De Cristofaro”, terminata 3-2 in favore dei gialloblù.
In quell’occasione non mancarono episodi controversi. Su tutti, il calcio di rigore assegnato ai padroni di casa quando l’Avellino era avanti 0-1. In un contatto tra Giorgione e Michele Rigione, Galipò ravvisò inizialmente un fallo del difensore biancoverde, indicando una punizione dal limite. Successivamente, però, cambiò decisione indicando il dischetto, tra lo stupore e le proteste dei calciatori irpini. Salvemini trasformò il penalty, mentre Sgarbi, eccedendo nelle proteste, venne espulso, lasciando l’Avellino in inferiorità numerica, poi riequilibrata nella ripresa dal cartellino rosso mostrato a Baldé.
Per completezza, va ricordato che nella seconda frazione la squadra di Pazienza riuscì comunque a riportarsi avanti grazie alla rete di Liotti, prima di subire il definitivo ribaltone del Giugliano. I tigrotti pareggiarono con l’incornata di Cargnelutti e completarono la rimonta ancora con Salvemini, a segno dagli undici metri per un fallo di mano di Rigione. Al triplice fischio furono veementi le recriminazioni biancoverdi, con il responsabile dell’area tecnica Giorgio Perinetti che puntò l’indice contro la direzione di gara di Galipò e dell’assistente Piazzini.
Non fu quello l’unico episodio discusso legato al fischietto fiorentino. Già nel 2023, in occasione del pesante ko dell’Avellino a Catanzaro, Galipò aveva fatto discutere per un calcio di rigore concesso ai padroni di casa per un contatto giudicato dubbio tra Ricciardi e il giallorosso Vandeputte.
Il bilancio complessivo dei precedenti non sorride ai lupi: quattro gare dirette da Galipò, con un pareggio e tre sconfitte, e ben cinque rigori assegnati contro l’Avellino. Numeri che spiegano le perplessità di una piazza che, alla vigilia della sfida contro il Palermo, guarda con attenzione anche alla conduzione arbitrale.
L’auspicio, naturalmente, è che la partita di sabato possa svolgersi nel modo più sereno possibile, senza episodi controversi e senza alimentare nuove code polemiche, lasciando che siano il campo e le prestazioni delle due squadre a determinare il risultato finale.

